“Tutti gli Stati membri hanno dato luce verde alla veloce ratifica Ue dell’accordo sul Clima di Parigi. Ciò che pareva impossibile, ora è reale“. Così ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, annunciando il via libera alla ratifica accelerata e collettiva dell’accordo siglato lo scorso anno a Parigi, alla conferenza Onu Cop21. Concordata da 195 Paesi a dicembre, l’intesa intende ridurre le emissioni di gas serra e di contrastare il cambiamento climatico, limitando il riscaldamento globale a meno di due gradi rispetto all’epoca preindustriale. La ratifica dell’Ue è una pietra miliare, perché l’accordo entrerà in vigore dopo che almeno 55 Paesi e almeno rappresentanti il 55% delle emissioni globali lo avranno ratificato. “Una volta che sarà approvato dal Parlemento europeo la prossima settimana, l’Ue sarà in grado di depositare il suo strumento di ratifica“, ha dichiarato la Commissione in una nota. “L’Ue rispetta le promesse fatte, gli Stati membri hanno deciso di fare assieme la storia e avvicinare l’entrata in vigore del primo accordo sul cambiamento climatico universamente vincolante“, ha affermato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.
La decisione di oggi del Consiglio Ue di accelerare il processo di ratifica dell’accordo di Parigi sul CLIMA “dimostra che l’Unione Europea mantiene le promesse che ha fatto. Dimostra che gli Stati membri possono trovare un terreno comune quando è chiaro che, agendo insieme, come membri dell’Unione, il loro impatto è maggiore rispetto alla mera somma delle parti“. Lo afferma il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. “Sono lieto di vedere che gli Stati membri hanno deciso insieme di fare la storia e di avvicinare l’entrata in vigore del primo accordo globale sul CLIMA universalmente vincolante – continua Juncker – dobbiamo e possiamo consegnare alle future generazioni un mondo più stabile, più salubre, società più eque ed economie più floride. E non è un sogno: è la realtà ed è alla nostra portata. Oggi ci siamo avvicinati di più” a quell’obiettivo, conclude.
L’intesa per accelerare la ratifica Ue dell’accordo di Parigi “è un risultato veramente storico“. Lo dice il ministro dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia francese, Ségolène Royal, al termine del Consiglio Ambiente a Bruxelles. “Questo impegno dell’Ue è all’unanimità del Consiglio. Non era una cosa scontata – continua la Royal – perché ci sono differenti modelli energetici nei vari Paesi ed è stato necessario rassicurare gli uni e gli altri, restando nel contempo molto fermi ed esigenti sugli obiettivi che l’Ue si era fissata, di ridurre del 40% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030″. “Il Parlamento Europeo – conclude il ministro – si pronuncerà il 4 ottobre e poi ci sarà il deposito degli strumenti di ratifica. Dunque, è chiaro che se tutto il processo si sviluppa come previsto nei giorni a venire, l’accordo di Parigi entrerà in vigore la settimana prossima. La Francia è stato il primo Paese a ratificare l’accordo e, avendo ospitato la conferenza, ha una responsabilità particolare“.
L’intesa nel Consiglio Ue per la ratifica dell’accordo di Parigi sul CLIMA “c’è“. Lo annuncia il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, al termine della riunione del Consiglio Ambiente, tenutasi oggi a Bruxelles, interamente legata alle questioni climatiche. Oggi il Consiglio ha deciso di accelerare il processo di ratifica dell’accordo di Parigi, che stabilisce un quadro di azione globale per fronteggiare il cambiamento climatico. Il Consiglio ha stabilito di procedere alla ratifica a livello dell’Ue. Gli Stati membri lo ratificheranno o insieme all’Ue, se avranno completato le procedure, oppure in seguito, ma il più presto possibile. Per aprire la via alla ratifica a livello Ue, i ministri hanno appoggiato una decisione del Consiglio sulla conclusione dell’accordo e hanno chiesto il consenso del Parlamento Europeo. Una volta che l’Aula di Strasburgo darà il via libera, la decisione sulla conclusione dell’accordo verrà adottata formalmente dal Consiglio e l’Ue potrà quindi ratificarlo.
“Oggi dimostriamo ancora una volta la nostra leadership nei temi legati al CLIMA“, dice il commissario europeo per l’Azione sul CLIMA e l’Energia Miguel Arias Canete, avvertendo tuttavia che “la ratifica dell’accordo è un passo cruciale, ma solo un primo passo”. “L’accordo c’è – continua Galletti – e questo era fondamentale. E’ un accordo importante, perché l’Europa farà parte dei Paesi di testa che daranno l’avvio all’accordo di Parigi. D’altra parte l’Europa è stata la promotrice di questo accordo: da anni lavora sull’accordo di Parigi ed è giusto che faccia parte dei Paesi di testa. In tutto questo contesto l’Italia è stata determinante, non solo nel trovare l’accordo stamani, che non era un accordo facile, ma anche perché è un Paese che ha fatto i compiti a casa”. “Noi rendiamo più facile l’accordo a livello europeo – continua Galletti – perché abbiamo contribuito già fortemente, anche negli anni scorsi, alla riduzione della Co2 in Europa. Noi vogliamo continuare nella riduzione delle emissioni di Co2, ma è un discorso di equità tra i Paesi: è giusto che chi ha fatto di più veda riconosciuti i propri sforzi. Poi è chiaro che, se ci sarà da fare, noi ci saremo eccome“.
“Lo abbiamo dimostrato – aggiunge il ministro – anche con la nostra posizione responsabile stamani e con gli impegni a livello nazionale: nella legge di stabilità ci saranno già alcuni elementi che vanno in questa direzione. Penso all’industria 4.0, che ha una parte ambientale molto forte. Gli investimenti in ricerca e sviluppo ambientale godranno di esenzioni fiscali più forti degli altri. Il premier ha già detto che ci sarà la riproposizione anche per il 2017 dell’ecobonus, che sarà rafforzato includendo i condomìni, una delle parti che avevano ridotto l’impatto dell’ecobonus“. Quanto ai tempi per la ratifica da parte dell’Italia, “noi porteremo la ratifica in Consiglio dei ministri, insieme al ministro degli Esteri Gentiloni, probabilmente la prossima settimana. Dopodiché io credo che il Parlamento in tempi ragionevoli procederà alla ratifica: non spetta al governo, ma su questo è uno di quei temi su cui si può trovare l’unanimità o quasi“, conclude Galletti.


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