Gli Stati Uniti si sono uniti alla Cina nella ratifica formale dell’Accordo di Parigi sul Clima: perché l’Accordo entri in vigore, dovranno completare il processo di ratifica almeno 55 Paesi che costituiscano almeno il 55% delle emissioni contaminanti globali. Cina e Usa assieme, i due Paesi più inquinatori al mondo, assieme emettono il 40% dei gas serra. La loro ratifica rende più vicino il momento in cui l’accordo diventerà vincolante. Secondo consiglieri di Obama, più di 55 Paesi hanno detto pubblicamente che ratificheranno entro la fine del 2016, una ventina lo ha già fatto. Sono in corso le ultime fasi del processo di vari Paesi, tra cui Brasile, Argentina, Corea del Sud e Giappone.
Ecco i punti chiave dell’Accordo raggiunto a Parigi
Ecco i punti principali dell’Accordo sul Clima raggiunto da 195 Paesi il 12 dicembre 2015 a Parigi nel corso della COP21:
- Il testo si pone l’obiettivo di bloccare l’innalzamento della temperatura “ben al di sotto dei 2 gradi” rispetto all’era preindustriale e di fare tutto lo sforzo possibile per non superare 1,5 gradi;
- I Paesi industrializzati si sono impegnati ad alimentare un fondo annuo da 100 miliardi di dollari per il trasferimento delle tecnologie pulite nei Paesi non in grado di fare da soli il salto verso la green economy;
- Deciso un programma di rafforzamento periodico degli obiettivi di riduzione fissati volontariamente dai singoli Paesi;
- Sul carbon budget, la quantità di carbonio immessa in atmosfera bruciando combustibili fossili e deforestando, si avverte che per restare nello scenario dei 2 gradi bisogna tagliarle di un terzo.
Di seguito un’infografica che illustra il punto della situazione per quel che riguarda gli Accordi sul Clima dopo la ratifica da parte di Cina e Stati Uniti. L’immagine racchiude tutta una serie di dati che riguardano le emissioni, le contromisure e gli effetti sul pianeta (con particolare riferimento all’Europa).



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