Non solo “generazione digitale“, ma anche “spaziale” nata una quindicina di anni fa e abituata a vedere uomini che vivono nello spazio, come ormai da 15 anni sta accadendo a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Lo ha detto la prima donna astronauta italiana, Samantha Cristoforetti, in una conferenza organizzata ieri sera dall’Ambasciata d’Italia a Berlino. Parlando ancora della Stazione Spaziale, l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa) ha sottolineato le differenze fra la corsa alla Luna degli anni Sessanta, animata dalla competizione fra i due blocchi che dividevano il mondo, con la “bella intuizione di coinvolgere la Russia“.
La stazione orbitale, ha aggiunto, è un vero e proprio “avamposto dell’umanità nello spazio che e’ permanentemente abitato da 15 anni e mezzo” e, rivolgendosi alla platea ha aggiunto: “vedo dei bambini qua che secondo me non non hanno quindici anni: non avete mai vissuto un giorno senza che ci fossero esseri umani nello spazio. Appartenete a una generazione che e’ al cento per cento ‘spaziale’“, ha aggiunto ancora l’astronauta in dolce attesa. “E’ una cosa affascinante“, ha detto concluso.


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