Digital detox: ecco come disintossicarsi dall’intenso uso dei device digitali

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Viviamo sempre più in una dimensione virtuale, proiettati in una rete invisibile, priva di coordinate concrete, che ci allontana dal mondo fisico.

Ciò avviene anche a tavola in cui, i momenti che dovrebbero essere destinati alla convivialità e al ristoro, si trasformano in una sorta di isolamento dal contesto in cui ci si trova, privo di scambi relazionali ed emotivi. “Sei davvero social? Allora #posalo” o anche ”giù i telefoni, su lo sguardo”…sono questi gli slogan scelti dai ragazzi di Nudge Italia, giovane gruppo di ricercatori nel campo delle scienze del comportamento, nato per iniziativa di Paolo Moderato, ordinario di Psicologia Generale presso l’Università IULM di Milano, che ha effettuato il primo esperimento sul campo di ”Digital detox”. 

DIGITAL DETOX 1Si tratta di un’iniziativa volta a disintossicarsi dall’intenso uso di device digitali, smartphone soprattutto, ma anche tablet, notebook, dispositivi tecnologici indossabili, riducendo al contempo i livelli di stress e ansia. L’esperimento, effettuato in due pub milanesi, è volto a favorire la vera interazione tra le persone, “staccando i fili con la tecnologia”, anche semplicemente mentre si sorseggia una bevanda o si gusta del cibo in compagnia. Uno dei progetti di nudging dei ricercatori, volto all’induzione di un comportamento virtuoso attraverso “spinte gentili”, stimoli discreti ma persuasivi, riguarda proprio l’applicazione di specifiche conoscenze comportamentali alle abitudini degli avventori di due pub milanesi.

DIGITAL DETOX 2Sui tavoli sono stati collocati dei cestini “porta-smartphone” all’esterno dei quali sono state applicate scritte che invitavano i clienti a riporli al loro interno. Sono quindi stati rilevati dati sulla frequenza di utilizzo dei dispositivi digitali prima e dopo il posizionamento dei cestini, per capire se effettivamente ci sia un diminuzione. È davvero possibile sfuggire al mondo digitale che ci circonda oppure quella del Nudge è solo l’ultima delle utopie salutiste? Di certo un uso meno compulsivo dei mezzi digitali gioverebbe al nostro riposo e alle nostre relazioni sociali ma la soluzione sta semplicemente nel buon senso.