Grano: arriva dall’estero quello presente in un pacco di pasta su tre

Con l’etichettatura di origine obbligatoria per il grano usato per produrre la pasta si cambia direzione anche nella trasparenza dell’informazione ai consumatori, in una situazione in cui un pacco di penne e spaghetti su tre contiene prodotto straniero senza che il consumatore lo sappia. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in merito all’annuncio fatto dal premier Matteo Renzi che si e’ impegnato a fare in modo che venga riconosciuta come Made in Italy la pasta fatta con grano italiano, che peraltro non puo’ essere pagato come 20 anni fa. “Oggi il grano duro per la pasta – continua Coldiretti – viene pagato sotto i 18 centesimi al chilo, mentre quello tenero per il pane e’ sceso addirittura ai 16 centesimi al chilo, su valori al di sotto dei costi di produzione e con un ‘crack’ da 700 milioni di euro per il Granaio Italia. L’Italia – ricorda la Coldiretti – e’ il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta con 4,8 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari ma 2,3 milioni di tonnellate di grano duro arrivano dall’estero“.