Il satellite Gaia ci porta in viaggio nella nostra galassia: ecco la prima mappa 3D della Via Lattea [FOTO e VIDEO]

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Grazie a Gaia, il satellite lanciato nel 2013 dall’Agenzia Spaziale Europea è stata elaborata la più completa mappa 3D della Via Lattea, con un catalogo di oltre 2 milioni di stelle viste nel primo anno di attività. La mappa potrebbe rivoluzionare il mondo dell’astronomia. Il lancio, come programmato, è stato effettuato il 19 dicembre 2013 con il vettore Soyuz-Fregat, l’orbita occupata dal satellite è quella intorno a L2. Gaia è realizzata direttamente da ESA, anche per la parte della strumentazione scientifica che consiste di due telescopi con campi di vista diversi e piano focale in comune, una serie di specchi e più di cento CCD che corrispondono a quasi un miliardo di pixel

La Prima Mappa

Credit: ESA/Gaia/DPAC Acknowledgement: A. Moitinho & M. Barros (CENTRA – University of Lisbon), on behalf of DPAC
Credit: ESA/Gaia/DPAC
Acknowledgement: A. Moitinho & M. Barros (CENTRA – University of Lisbon), on behalf of DPAC

Ecco la “vista panoramica” della Via Lattea e delle galassie circostanti, basata sul primo anno di osservazioni del satellite, dal luglio 2014 al settembre 2015. La mappa mostra la densità delle stelle osservate in ciascuna porzione di cielo: le aree più chiare indicano maggiori concentrazioni, in quelle più scure sono invece presenti meno stelle. Sono visibili anche cluster globulari e aperti. I due oggetti in basso a destra sono la Piccola e la Grande Nube di Magellano, due galassie nane che orbitano intorno alla Via Lattea. Visibile anche Andromeda in basso a sinistra.

L’occultazione di Plutone

Credit: B. Sicardy (LESIA, Observatoire de Paris, France), P. Tanga (Observatoire de la Côte d'Azur, Nice, France), A. Carbognani (Osservatorio Astronomico Valle d'Aosta, Italy)
Credit: B. Sicardy (LESIA, Observatoire de Paris, France), P. Tanga (Observatoire de la Côte d’Azur, Nice, France), A. Carbognani (Osservatorio Astronomico Valle d’Aosta, Italy)

Il 19 luglio 2016, Plutone è passato di fronte alla stella UCAC4 345-180315, offrendo una rara possibilità di studio dell’atmosfera del pianeta nano nel momento in cui la stella è gradualmente scomparsa e poi riapparsa dietro Plutone. L’immagine mostra la stella e Plutone cinque minuti prima dell’evento (in alto), e poi Plutone che passa di fronte alla stella (al centro) e poi di nuovo la stella e Plutone 5 minuti dopo l’evento (in basso).

L’occultazione è stata visibile solo in Europa ed ha dato vita ad un tragitto simile a quello di totalità che viene proiettato sulla Terra durante un’eclissi solare. La precisa conoscenza della posizione della stella è stata cruciale per puntare i telescopi terrestri, e ciò è avvenuto anche grazie a Gaia, che ha calcolato la posizione in modo 10 volte più preciso che in precedenza.

Dal Sistema Solare fino all’ammasso delle Iadi

Ecco di seguito un video che mostra il viaggio dal Sistema Solare, attraverso la Via Lattea, basandosi sui primi dati rilasciati dal satellite ESA Gaia. Tutto inizia dal Sole, circondato dai suoi pianeti, poi ci si sposta verso le l’ammasso delle Iadi, il più vicino al Sistema Solare, a circa 150 anni luce di distanza.

La posizione in 2D delle stelle mostrate nell’animazione sono tratte dal Tycho-Gaia Astrometric Solution (TGAS), che combina le informazioni del primo anno di osservazioni di Gaia con i cataloghi Hipparcos e Tycho-2. Si tratta di un dataset due volte più preciso che contiene almeno 20 volte più stelle del precedente riferimento astronomico, il Catalogo Hipparcos.

La Missione

Gaia è una missione del programma scientifico dell’ESA che ha lo scopo di ottenere una mappa tridimensionale della nostra galassia, rivelandone la composizione, la formazione e l’evoluzione. Il lancio, come programmato, è stato effettuato il 19 dicembre 2013 con il vettore Soyuz-Fregat, l’orbita occupata dal satellite è quella intorno a L2. Gaia è realizzata direttamente da ESA, anche per la parte della strumentazione scientifica che consiste di due telescopi con campi di vista diversi e piano focale in comune, una serie di specchi e più di cento CCD che corrispondono a quasi un miliardo di pixel. Gaia scansionerà continuamente tutto il cielo sfruttando i moti di rotazione e di precessione del satellite: ogni zona del cielo viene osservata circa settanta volte durante la vita operativa del satellite. La partecipazione della comunità scientifica europea alla missione prevede la responsabilità della riduzione dell’enorme mole di dati che saranno prodotti dalla missione. Tale compito sarà svolto dal Data Processing and Analysis Consortium (DPAC), il consorzio di istituti di ricerca europei creato dagli scienziati europei in risposta a un Announcement of Opportunity dell’ESA.

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Obiettivi Scientifici
gaiaGaia otterrà dati astrometrici di oltre un miliardo di stelle con una precisione duecento volte maggiore di quelli di Hipparcos e informazioni astrofisiche sulla luminosità nelle diverse bande spettrali che permetteranno di studiare in dettaglio la formazione, la dinamica, la chimica e l’evoluzione della nostra galassia. Sarà anche possibile individuare pianeti extrasolari e osservare asteroidi, galassie e quasars.

Contributo Italiano
Il contributo italiano al DPAC è notevole (secondo solo a quello francese, PI-ship) e riguarda:
• la partecipazione di personale italiano alla gestione del DPAC,
• la partecipazione alla definizione e alla realizzazione delle pipeline di analisi e calibrazione dei dati,
• la presenza sul territorio italiano di uno dei sei Data Processing Center (DPC) previsti.

Accordi Internazionali
La missione Gaia rientra nel quadro del Programma Scientifico dell’ESA, cui l’Italia contribuisce al 13% circa. Un Multilateral Agreement tra tutti i paesi membri che partecipano al progetto è stato firmato a febbraio 2008.