Ponte sullo Stretto, adesso è ufficiale: si riparte davvero e subito, a dicembre il parlamento voterà la legge per l’ok alla grande opera

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A dicembre ripartirà l’iter legislativo per la costruzione del ponte sullo stretto. E’ una richiesta, inserita per ora senza una data nel calendario dei lavori su proposta di Area popolare, accolta dalla conferenza dei capigruppo a Montecitorio. “Parliamo di una pdl – ha riferito al termine della capigruppo Maurizio Lupi – che Area popolare aveva presentato mesi fa e che in tanti avevano forse pensato si potesse trattare di una boutade. Siamo molto contenti. Siccome la società Ponte sullo Stretto era stata cancellata da una legge, c’è bisogno di una nuova legge per riattivare le procedure. A dicembre questa roba arriva in aula”, ha assicurato Lupi.

“La decisione di far approdare entro dicembre in Aula la nostra proposta di legge, per riattivare le procedure per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, e’ segno dell’impegno concreto del Governo nella direzione della realizzazione di questa opera strategica per il Paese”. Cosi’ il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, Vincenzo Garofalo di Area popolare. “Lasciamo agli altri le chiacchiere e il populismo. Il Ponte e’ una occasione di crescita e sviluppo e lo dimostriamo con dati, studi e numeri non con slogan e frasi fatte”, conclude.

ponte stretto 02“Il passo in avanti sul Ponte sullo Stretto e’ un’ottima notizia. Dopo anni finalmente il Parlamento tornera’ a discutere della realizzazione di un’opera fondamentale non solo per il Sud, per la Calabria, ma per tutto il Paese. Un impegno che Area popolare sta portando avanti con serieta’, supportato da una proposta di legge coerente e che dimostra quanto il progetto sia pienamente realizzabile. I 5 Stelle e la Lega se ne facciano una ragione”. E’ quanto afferma in una nota la deputata di Area popolare Rosanna Scopelliti. “Le obiezioni di quanti, nelle opposizioni, sostengono che prima ci sono altre priorita’ lasciano infatti il tempo che trovano. Abbiamo di fronte un’occasione storica per la crescita di tutto il territorio – prosegue Scopelliti – sia sul piano infrastrutturale, degli investimenti che dei livelli occupazionali. Rimanere nell’arretratezza non sarebbe altro che un regalo alle mafie le cui infiltrazioni, in questo caso, potrebbero essere prevenute e risolte mettendo in piedi una task force modello Expo. Si mettano dunque da parte la retorica e la demagogia – conclude la parlamentare di Ap – e per una volta si guardi davvero all’interesse del Paese”.

Ponte sullo Stretto, il Sindaco di Villa San Giovanni: “assolutamente favorevoli, porterà lavoro e infrastrutture”

ponte stretto 05“Siamo assolutamente favorevoli. Il ponte e’ un’opera che portera’ altre infrastrutture. A furia di ripetere che le priorita’ sono altre non si e’ fatto niente”. Incassa il si deciso di Antonio Messina, sindaco di Villa San Giovanni, il progetto dell’attraversamento stabile dello Stretto rilanciato da Matteo Renzi. Sul territorio del comune dell’area metropolitana di Reggio sorgera’ uno dei due piloni su cui poggera’ il ponte. Nella cittadina del Reggino, dal cui terminal portuale transita il traffico da e per la Sicilia, del resto, i lavori per la costruzione del grande manufatto sono gia’ iniziati, con la realizzazione della variante ferroviaria che dovrebbe accogliere il traffico su rotaia diretto sull’altra sponda dello Stretto proteggendo i treni quando il cantiere sara’ aperto. “Il ponte – dice all’Agi Messina, che guida una coalizione di centro-destra ed e’ vicino alle posizioni del Ncd di Alfano – comportera’ una maggiore attenzione da parte del governo verso il Mezzogiorno. Come ha detto Renzi, togliera’ la Calabria dall’isolamento e avvicinera’ la Sicilia al Continente. E’ stata gia’ fatta – spiega – nei tempi previsti, la variante ferroviaria di Cannitello che proteggera’ la ferrovia durante i lavori per la costruzione del ponte. Del resto, a parte il sindaco di Messina, Accorinti – aggiunge il primo cittadino di Villa San Giovanni – anche in Sicilia cresce il numero delle persone favorevoli grazie ad una migliore conoscenza del progetto, a partire dal governatore Crocetta. Lo stesso sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomata’, si e’ detto disponibile verso l’investimento”. Il ponte, a giudizio di Messina, “comportera’ interventi che toglieranno lo Stretto dall’isolamento in cui rischia di cadere, cosi’ come attualmente resta una cattedrale nel deserto – osserva – il porto di Gioia Tauro. Con il ponte arriveranno l’alta capacita’ ferroviaria e l’alta velocita’, con benefici per tutta l’area. Non vogliamo, pero’, altri proclami – aggiunge – ma azioni concrete, anche perche’ si rischia di incorrere nelle penali in caso di rinuncia al progetto. Il governo Monti aveva gia’ accantonato i 300 milioni di euro occorrenti per il risarcimento. Un’assurdita’ sprecare tanterisorse per un’opera inesistente. I lavori possono partire in sei mesi – dice ancora Messina – e in 6-7 anni avremmo ricadute occupazionali enormi anche nel settore turistico, perche’ verrebbero da tutto il mondo a vedere il ponte”.

Ponte sullo Stretto, Armani: “le infrastrutture non hanno colore e sono necessarie per l’ammodernamento del Sud”

ponte-sullo-strettoCon il nuovo soggetto Fs Spa-Anas, la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina avrebbe una cospicua riduzione dei costi. Ad affermarlo il presidente della società delle strade, Gianni Vittorio Armani, parlando a margine del meeting internazionale sulla sicurezza stradale. Questa riduzione, ha spiegato il top manager, deriverebbe ”dalle modalità con le quali le Ferrovie effettuano i propri investimenti, con un costo del capitale più basso”. In questo modo, ha spiegato Armani, si ridurrebbero i pesanti oneri finanziari legati, invece, al project financing con il quale è stato concepito, negli anni passati, il progetto del ponte sullo Stretto. ”Andando a spacchettare i costi -ha detto Armani- vediamo che il costo ‘nudo’ dell’opera è di circa 4 miliardi di euro, circa 1 miliardo è il costo delle opere non funzionali al ponte e 2,7 miliardi sono gli oneri finanziari legati proprio al project financing per gli elevanti costi del capitale”. Per Armani, un punto rimane fondamentale: ”Una volta che si decide di realizzare l’opera, allora bisogna andare fino in fondo senza ripensamenti e marce indietro. Deve essere una decisione del Paese tenendo presente che le infrastrutture non hanno colore”. ”L’infrastruttura Ponte – ha sottolineato – si inserisce in un contesto di investimenti necessari per l’ammodernamento del Sud”.