Procreazione cellule della pelle, Veronesi: “Anche gli omosessuali potrebbero usufruirne”

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La procreazione è stata un’area intoccabile fino alla nascita di Louise Brown (la prima bambina nata in provetta, nel 1978, ndr). All’epoca Robert Edwards, l’ideatore della tecnica di fecondazione in vitro, dichiarò che il successo di quella nascita oltrepassava il problema della fertilità per entrare nel campo dell’etica del concepimento”, “le discussioni sono state infinite, ma il quesito è uno solo: a chi appartiene la vita e chi ne è padrone? Per l’etica cristiana appartiene a Dio, nascita e morte sono nelle sue mani e l’uomo non deve intervenire. Se seguiamo questa etica, la procreazione dovrebbe tornare ad essere un tabù tout court: dalla ormai classica fecondazione in vitro, fino alle sperimentazioni più avanzate, come questa“. E’ quanto dichiarato dall’oncologo Umberto Veronesi, in una intervista al Corriere della Sera, a margine dell’annuncio di un esperimento inglese sulla possibilità di fecondare con gli spermatozoi non soltanto gli ovociti, ma anche cellule della pelle. L’ipotesi è che potrebbe permettere ai gay di procreare. “L’omosessualità è una variante naturale della sessualità, sempre esistita, che ha avuto sorti diverse, promossa o vituperata, in relazione alla cultura predominante. Non c’è motivo, dunque, per cui, se la scienza fa effettivamente un passo avanti, i gay, come tutti gli altri, non ne possano usufruire, se vogliono“.