Nel Dna dei figli dei sopravvissuti all’Olocausto esiste una sorta di traccia che “ricorda” l’orrore e lo stress vissuti durante quegli anni bui. La scoperta, effettuata da un gruppo di ricercatori della Veterans Affairs Medical Center at the Icahn School of Medicine at Mount Sinai e pubblicata sulla rivista Biological Psychiatry e‘ la prima a rilevare che questa trasmissione del danno causato dal trauma avviene anche alle nell’uomo, come in alcuni animali, anche alle generazioni successive. In particolare, esaminando il Dna di alcuni sopravvissuti all’Olocausto, e dei loro figli adulti, i ricercatori hanno riscontrato una traccia dell’evento traumatico subito nei processi epigenetici che regolano l’espressione del Dna. Come per esempio, la metilazione del Dna.
I ricercatori hanno osservato come queste mutazioni siano presenti col segno inverso anche bei figli dei sopravvissuti, dimostrando evidentemente, la traccia dell’evento subito dalla generazione precedente. La mutazione intervenuta in un gene la cui espressione e’ giá legata a malattie tipiche come per esempio lo stress post traumatico, o la depressione. ‘‘Questo studio solleva questioni importanti sulla trasmissione intergenerazionale dei tratti da genitori traumatizzati a loro i bambini – ha detto John Krystal, direttore di Biological Psychiatry – l’osservazione che gli stessi geni potrebbero essere interessati nei genitori e nei figli suggerisce che qualcosa di specifico, forse legato alla risposta allo stress, viene trasmessa dai genitori ai figli’‘.


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