Salute: in 10 anni i cardiologi italiani hanno salvato 750 mila vite

“In dieci anni, grazie ai progressi fatti dalla cardiologia, sono state salvate oltre 750.000 persone. Ovvero un numero di pazienti pari al doppio degli abitanti di una citta’ come Bologna sono stati restituiti alla vita”. Cosi’, all’ANSA Michele Gulizia, direttore di Cardiologia all’ospedale Garibaldi di Catania e Local Press Coordinator della Societa’ europea di cardiologia (Esc), che chiude oggi a Roma i lavori del Congresso annuale, ospitando la visita di Papa Francesco. “Basti pensare – aggiunge – che la cardiologia ha aumentato l’aspettativa di vita media dei propri pazienti di ben dieci anni, molti piu’ di quanto non abbiamo fatto altre discipline mediche”. Merito del grande lavoro di ricerca portato avanti negli ultimi 50 anni. “Il congresso – sottolinea – “conferma che l’Italia e’ un’eccellenza nella ricerca del settore. E’ italiano il maggior numero dei relatori delle circa 500 sessioni scientifiche che si sono svolte in questi cinque giorni”. La ricerca di nuovi trattamenti e tecniche operatorie, pero’, va accompagnata dalla prevenzione. “L’eta’ giusta per effettuare i primi controlli – specifica – e’ in eta’ prebubere, quindi, se non ci sono particolari patologie si ripete tra i 18 e i 25 anni. Dopo i 30 anni e’ bene testare periodicamente la colesterolemia ed effettuare controlli dal cardiologo piu’ frequenti dopo i 40 anni. Questo vale tanto per gli uomini che per le donne, che sono quelle che si controllano meno”. Poca invece la consapevolezza del rischio. “Meno del 50% degli italiani, secondo uno studio condotto con l’Istituto Superiore di Sanita’ (Iss), – conclude – conosce il valore del proprio colesterolo”.