Sarà italiana la nuova casa di Ecmwf? Bologna candidata per ospitare al Tecnopolo il Centro Meteo Europeo per le previsioni a medio termine

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L’Emilia-Romagna potrebbe diventare il “cuore” europeo della ricerca sul clima. E’ Bologna infatti con il suo Tecnopolo la città candidata dall’Italia per essere la prossima sede del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), l’organizzazione intergovernativa sostenuta da 20 Stati membri europei che attualmente ha sede a Reading, in Inghilterra, e che e’ alla ricerca di soluzioni per ricollocare il proprio data center. Lo ha deciso oggi il Consiglio dei Ministri, riunito a Roma, individuando il capoluogo emiliano come sede privilegiata rispetto alle altre candidature di città italiane. La proposta, che sara’ ora presentata dal Governo italiano all’Unione europea, e’ stata avanzata e sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna con il supporto di importanti istituzioni italiane e agenzie coinvolte nelle previsioni meteorologiche, nelle simulazioni e previsioni climatiche, nel monitoraggio e nella salvaguardia ambientale, nella ricerca e nei servizi per la protezione civile.

bologna tecnopoloIl progetto prevede la realizzazione di un data center, una sede moderna ed efficiente dal punto di vista energetico, in grado di ospitare i super computer dell’Ecmwf e le relative attrezzature connesse, con infrastrutture logistiche di alto livello, in un ambiente scientifico innovativo. “L’Emilia-Romagna e’ in corsa per compiere un altro importante passo in avanti per essere sempre di piu’ piattaforma europea per la ricerca e l’innovazione – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e mai come questa volta il fare sistema, il fare rete fra istituzioni, universita’ e centri di ricerca e’ risultato vincente“. Il progetto selezionato dal Governo prevede che il data center dell’Ecmwf venga situato presso il Tecnopolo di Bologna all’ex manifattura Tabacchi, in un’area di proprieta’ della Regione Emilia-Romagna in cui e’ presente un edificio, attualmente in ristrutturazione, gia’ destinato dal Comune a ospitare le organizzazioni di ricerca e innovazione. L’area che verrebbe assegnata al Centro dati dell’Ecmwf e’ di 9 mila metri quadri, compresa la zona per le attrezzature computerizzate ad alta performance al piano terra e per gli uffici. Una disponibilita’ di spazi che potra’ essere ulteriormente ampliata, con altri 6 mila metri quadri e con la possibilita’ di ospitare altre attivita’ di ricerca correlate

bolognaL’Italia si e’ ufficialmente candidata per portare a Bologna il ‘data center’ del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine. Assieme al ministro Stefania Giannini, alla Regione Emilia-Romagna e a tutte le istituzioni coinvolte siamo molto determinati e convinti di ottenere questo risultato, che portera’ una fortissima ricaduta in termini di attrattiva scientifica, ma anche a livello produttivo e lavorativo, per Bologna e l’intero Paese” ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. “Il centro dati ECMWF – spiega Galletti – e’ un riferimento scientifico di altissima eccellenza perche’ in possesso delle piu’ avanzate tecnologie, a partire dai suoi supercomputer, per le previsioni meteorologiche a medio raggio: un tema che per l’Italia e’ di interesse strategico, come cardine dell’attivita’ di prevenzione dei rischi idrogeologici“.

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Nella nostra idea – spiega Gallettiquesta struttura dovrebbe sorgere presso il Tecnopolo di Bologna, che puo’ vantare anche ottimi collegamenti per i mezzi di trasporto e adeguate connessioni digitali: si parte da un’area iniziale di 9000 metri quadrati, che potra’ essere ampliata per il data center e gli uffici“. “La scelta di Bologna – aggiunge il ministro – nasce dalla piena rispondenza della citta’ ai requisiti richiesti: la posizione strategica rispetto all’Europa, una consolidata storia accademica con la piu’ antica universita’ del mondo occidentale, la forte attrattiva per i giovani, un’alta qualita’ della vita e la presenza di grandi competenze nella ricerca, nella capacita’ di calcolo e nell’innovazione climatica“. “Il governo – conclude il ministro – e’ pronto a studiare misure, a partire da risorse in Legge di Stabilita’ ma anche ragionando su incentivi mirati, per portare il centro in Italia. Dedicheremo ogni sforzo, anche grazie alla grande unita’ d’intenti che si e’ registrata tra i vari livelli istituzionali e il mondo scientifico nazionale, per raggiungere un obiettivo tanto ambizioso“.