Gli scienziati stanno cercando di calcolare il ‘carburante‘ della Terra, che alimenta i movimenti delle placche continentali, le eruzioni vulcaniche e il campo magnetico terrestre. Attraverso lo studio dei neutrini prodotti nel cuore del pianeta si conta di avere la prima misura entro il 2025. E’ quanto prevede un gruppo dell’università americana del Maryland, della Charles University di Praga e dell’Accademia Cinese delle Scienze, che ha pubblicato una ricerca su Scientific Reports. Secondo i ricercatori sara’ possibile fare questo calcolo grazie ai dati che arriveranno da tre nuovi rivelatori di neutrini che entreranno in azione entro il 2022. I neutrini sono le particelle piu’ sfuggenti mai scoperte: attraversano indisturbati la materia e trasportano le informazioni sui meccanismi interni dei corpi celesti che li generano. Vengono prodotte dalle reazioni nucleari all’interno delle stelle, dalle esplosioni delle supernove, dai buchi neri e anche dal decadimento radioattivo che avviene nelle profondita’ della Terra.
Dunque, esaminare quelle prodotte nel nostro pianeta puo’ fornirci informazioni sul suo cuore, compreso il carburante che contiene. Come un’automobile ibrida, la Terra fa funzionare il suo motore grazie a due fonti di energia: quella che ha in ‘dote’ sin dalla sua formazione e l’energia nucleare prodotta dal decadimento degli elementi radioattivi che si trovano nelle profondità del pianeta. I ricercatori sono convinti che lo studio dei neutrini potra’ portare a una stima precisa in circa 10 anni. Fondamentali per ottenere la misura saranno i tre nuovi rivelatori di neutrini che dovrebbero entrare in azione entro il 2022: Sno (Sudbury Neutrino Observatory) in Canada e Jinping e Juno in Cina, che si aggiungeranno a quelli gia’ in funzione, tra i quali KamLAND in Giappone e Borexino in Italia presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?