Sos balene nel Nord Atlantico: troppi incidenti con le navi

MeteoWeb

Le grandi balene franche dell’Atlantico rischiano l’estinzione, minacciate dall’aumento di incidenti con le navi e da un drastico calo delle nascite, -40% dal 2010. Sei anni fa ne restavano circa 500 esemplari, dopo due decenni di crescita annua modesta. “Occorre un intervento immediato e significativo per ridurre la mortalita’ e le lesioni provocate da attrezzi da pesca” dicono gli autori di uno studio pubblicato su “Frontiers in Marine Science”. Il killer numero uno sembrano essere reti e cime delle navi, avvertono Scott D.Kraus dell’Anderson Cabot Center for Ocean Life al New England Aquarium con cui hanno lavorato ricercatori di University of Rhode Island, Provincetown Center for Coastal Studies, University of North Carolina, Woods Hole Oceanographic Institution, and Duke University. Casi di balene rimaste aggrovigliate sono aumentati all’85% tra il 2010 e il 2015, rispetto al 15% degli scontri con le navi. Secondo i dati al 2015 del National Marine Fisheries Service, dal 2009 al 2013 sono morte in media 4,3 balene ogni anno a causa di incidenti per cime e attrezzi da pesca.

Tra il 1970 e il 2009, il 44% delle balene era morto per collisioni e il 35% colpa di reti o funi. Sulla riduzione del tasso di natalita’ i ricercatori hanno due sospetti: oltre la mortalita’ per scontri con le navi, episodi di incidenti non letali stanno avendo effetti a lungo termine sulla salute fisica e riproduttiva delle balene; il secondo sospetto e’ che hanno piu’ difficolta’ a nutrirsi perche’ le prede si sono spostate a causa di cambiamenti climatici e ambientali. Per ridurre i casi di incidenti con reti e funi, gli scienziati dell’Acquario Amy Knowlton e Tim Werner stanno conducendo ricerche – con una sovvenzione statale 180.000 dollari – su un tipo di cime che si rompono piu’ facilmente quando le balene vi si aggrovigliano. Dal 1935, quando la specie era vicina all’estinzione e pescarle divenne illegale, la popolazione di balena franca e’ cresciuta sino a 292 esemplari nel 1992. Numero aumentato del 2,8% all’anno a circa 500 nel 2010. Ora la crescita e’ del 2-3% all’anno rispetto al 6-7% in altre aree.