Costruito per rappresentare il futuro del volo spaziale e per portare un giorno in orbita veicoli con uomini a bordo, il razzo Falcon 9 della Space X e’ costretto a fare i conti con i suoi obiettivi ambiziosi e con il suo carattere innovativo. E’ infatti stato progettato per essere riutilizzabile, ossia per rientrare a Terra dopo aver portato in orbita il suo carico. Per questo la sua storia, che il 4 giugno 2010 lo ha visto affrontare il primo lancio, e’ stata un susseguirsi di successi e delusioni. Il lancio del 3 settembre avrebbe dovuto essere il 29/mo della storia del Falcon 9 e il nono del 2016. L’incidente di oggi e’ anche il terzo piu’ grave, che ha comportato la perdita sia del razzo che del satellite che aveva a bordo. Il primo incidente grave era avvenuto il 22 agosto 2014 e il secondo il 28 giugno 2015: in entrambi i casi a bordo c’era la navetta di rifornimento Dragon, diretta alla Stazione Spaziale. Falcon 9 e’ infatti il lanciatore al quale la Nasa ha scelto di affidare il servizio cargo con la stazione orbitale nell’ambito di un accordo commerciale firmato con la Space X. La prima missione nell’ambito di questo contratto e’ partita il 12 ottobre 2012. La strada del rientro e’ stata molto piu’ difficile. Il Falcon 9 e’ stato progettato per portare un carico in orbita, rilasciarlo e tornare verso la Terra in caduta libera, per riaccendere i motori per frenare e atterrare su una piattaforma nell’Atlantico o su una piattaforma posta sulla terraferma. I primi due tentativi, nel gennaio e nell’aprile 2015, sono falliti entrambi. L’obiettivo e’ stato invece raggiunto nel dicembre dello stesso anno. E Space X continua a guardare al futuro. Sono almeno 10, infatti, i lanci previsti entro la fine del 2016, molti dei quali avverranno dalla base californiana di Vandenberg.
Space X: tutti gli incidenti del “Falcon 9”


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