Un vortice di polveri scure e di gas animati da bagliori che ha messo sottosopra una zona della Grande Nube di Magellano, una delle galassie-satellite della Via Lattea: è questo il panorama che si è presentato allo sguardo elettronico del telescopio NASA-ESA Hubble e che sembra evocare le atmosfere misteriose del celebre racconto A descent into the Maelstrom di Edgar Allan Poe.
Cornice di questa scena tempestosa è una specifica area della Grande Nube, la ‘nursery’ stellare nota con il nickname di N159.
Quest’area, ampia oltre 150 anni luce e abitata da numerose stelle giovani e calde, è classificata come “regione H II”, vale a dire una zona nebulosa contraddistinta dalla presenza di gas ionizzato dalla radiazione ultravioletta di astri ‘junior’.
Le stelle ‘teenager’ di N159 – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – emettono infatti un’intensa luce ultravioletta che fa risplendere l’idrogeno circostante e scatena forti venti stellari. Questo fenomeno influenza il materiale limitrofo, modellandolo in archi, creste e filamenti.
Nel nucleo di questa regione cosmica si trova inoltre la Nebulosa Farfalla, che deve il nome alla sua particolare forma zoomorfa e si ritiene sia connessa alle fasi iniziali del processo di formazione di stelle massicce. N159 si trova ad una distanza di oltre 160mila anni luce, a sud della Nebulosa Tarantola, un’altra zona di intensa attività stellare anch’essa situata nella Grande Nube di Magellano.
Hubble, che quest’anno ha festeggiato i 26 anni di attività, ha realizzato questo nuovo ‘scatto d’autore’ con lo strumento ACS(Advanced Camera for Surveys). L’infaticabile fotografo cosmico continuerà ancora a stupire la comunità scientifica e il grande pubblico degli appassionati con i suoi ‘ritratti’: infatti, nel giugno scorso, la NASA ha deciso di estendere la vita operativa diHubble sino al 30 giugno 2021.


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