Terremoto, ambientalisti soddisfatti per “Casa Italia”: ok a prevenzione e strategia nazionale

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Le associazioni ambientaliste e il Forum del Terzo settore apprezzano il tentativo del governo di portare a “sistema” le misure e i finanziamenti per la messa in sicurezza del territorio. Dopo l’incontro a Palazzo Chigi sul progetto Casa Italia, Italia Nostra si augura che “non” si tratti di “uno dei tanti piani casa ma di un piano contro il rischio che in questo paese è sistemico”. E’ “bene che si prendano misure che vadano al di là della vita di un governo e di una legislatura” e che siano “a lungo raggio. Superare la logica dell’emergenza, la logica delle inaugurazioni, ed entrare in quella della sicurezza preventiva e della manutenzione. Per questo Italia Nostra è presente”. Anche Legambiente si dice pronta a “partecipare al tavolo tecnico, agli approfondimenti”, a dare il suo “contributo” ad un piano che, secondo quanto affermato dal presidente del consiglio, “si focalizzerà soprattutto sulla prevenzione e sulla messa a sistema di quanto si sta già facendo che è fondamentale”. L’associazione si augura inoltre che possa essere introdotta qualche “innovazione” sia sul “versante pubblico” (per evitare in futuro che edifici pubblici preposti all’emergenza, come scuole e ospedali, possano crollare come accaduto ancora una volta dopo il sisma in Centro-Italia) che sul “versante privato: questa sia l’occasione con la legge stabilità per dare certezza all’ecobonus nei prossimi anni e permettere anche agli incapienti” di poter mettere in sicurezza le proprie case. “Non potremmo che dire sicuramente sì ad un intervento che abbia la capacità di integrare gli aspetti che riguardano non solo il rischio sismico ma anche idrogeologico e la manutenzione del territorio compresa la variabile non indifferente dei cambiamenti climatici”, ha affermato il rappresentante del Wwf, che ha tenuto a sottolineare l’importanza di individuare le “priorità” per poi pianificare la “gestione delle risorse”. Il Forum del terzo settore infine ha ricordato che le “responsabilità oggi sono molto frammentate, differenziate in base ai territori”, ci sono “differenze enormi tra Regione e Regione, abbiamo bisogno di una programmazione che sia fortemente nazionale, che sia ampia e condivisa” e sull’econbonus ha proposto un “prestito bancario con forme agevolate piuttosto che un recupero di tassazione” perché ai cittadini serve “liquidità” per fare i lavori a un costo accettabile