Terremoto, cablate due tendopoli: wi-fi e internet per tornare alla vita “normale”

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Sono state cablate due tendopoli nelle Marche, a Borgo di Arquata e sulla Salaria, nella, di fatto nascente ‘new town’ di Pescara del Tronto, il paese-fantasma inghiottito dalla terra con 43 morti. Dal pomeriggio nei due accampamenti c’e’ la rete wi-fi. Ora gli sfollati tornano ad avere Internet con una banda larga da 40 mega. Piccole antenne aeree diffondono il segnale web fra le tende e i container: cosi’, chi ha perso tutto, puo’ almeno riappropriarsi della posta elettronica, del ‘cloud’, degli account che gli permettono di navigare sui social, dei contatti con cui tornare in collegamento globale, per lavoro, studio, svago. Computer portatili, tablet, smartphone sono fra gli oggetti personali che la gente chiede ai vigili del fuoco di recuperare nelle proprie abitazioni inagibili, oltre a soldi, vestiti e documenti.

Per dare il wi-fi ai terremotati delle Marche, la Tim ha steso cavi di fibra ottica in un contesto violentato. Il cablaggio difficilmente avviene in tempi tanto rapidi, anche nei centri urbani piu’ importanti. “Chissa’ dove ci mettono“, dicono alcuni affermando con forza: “Vogliamo stare qui, rimanere qui ad Arquata, e’ la nostra terra, e’ normale che vogliamo stare qua”. A vivere nella tendopoli sembrano essersi adattati meglio gli anziani: “C’era freddo la prima notte e si dorme in terra ma almeno siamo sicuri e ci siamo abituati, per ora – dicono – Certo, ci aspettiamo le case, una sistemazione diversa. E vogliamo ricostruire“. Piu’ disagio per la popolazione piu’ giovane, anche di mezza eta’: “In tenda non riesco a prendere sonno“, racconta un superstite in un bar e gli altri presenti convengono di provare anche loro insonnia. In questa fascia ci si lamenta pure della scarsa privacy, non essendoci un’assegnazione per nuclei familiari ma composizioni miste nelle tende.

Oggi il ministero dell’Istruzione ci ha comunicato che inviera’ tutto il materiale didattico che occorre alla nostra scuola e ho una mezza promessa dalla protezione civile che le aule saranno in moduli prefabbricati, non in tende“, riferisce il sindaco di Arquata, Aleandro Petrucci. Inoltre, il Parco Monti Sibillini ha messo a disposizione un loro edificio, che si e’ salvato dal Sisma, come sede provvisoria del municipio. A Spelonga, il paese con antenati che parteciparono gloriosamente alla Battaglia di Lepanto, si dorme in roulotte e in auto. Ben davanti alle abitazioni. Qui, in riva destra del Tronto, il Sisma e’ stato clemente. Danni ci sono stati, e sono visibili: ma molti sperano di avere velocemente il via libera per rientrare nelle case. Proprio la verifica della staticita’ degli edifici e’ un punto su cui si gioca un ritorno alla vita normale. La Protezione civile si e’ data il termine di lunedi’ prossimo per avere i dati completi su una ricognizione di quelli pubblici, con priorita’ alle scuole.