Terremoto, chalet in legno modello Friuli: il futuro degli sfollati

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A poche ore dal terremoto, il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi aveva invocato il ‘modello Valnerina’ o quello friulano per la ricostruzione. Si tratta di case in legno, non lontane dalle abitazioni crollate, che nascono per essere provvisorie e poi vengono smantellate e riutilizzate per altre occasioni. L’obiettivo del governo è quello di far costruire i primi chalet entro Natale. Una casetta di 40 metri quadrati può ospitare una persona. Ogni edificio è dotato di impianti idrico-sanitario, cucina, riscaldamento e impianto elettrico-telefono. Poggia su speciali basamenti (piastre in caòcestruzzo di 20 centimetri) che hanno la funzione di isolarle dal terreno.

Sono realizzate in legno massello o strutture con pannelli. I residenti prima casa sono 600 ad Accumoli, 2.500 ad Amatrice, 1.170 ad Arquata del Tronto. Il modello è quello che abbiamo già visto ad Onna, il paese dell’Aquila cancellato dal sisma del 2009, dove però le strutture vennero finanziate dalla Germania di Angela Merkel. Si tratta di costruzioni dai 40 ai 70 metri quadri a famiglia interamente realizzate in legno. Una soluzione meno rapida ed economica rispetto al container ma che garantisce un maggiore recupero di quotidinità.