Terremoto: il “dramma” di chi ha perso gli occhiali nella fuga, non vederci aggrava l’emergenza

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Scappando dal terremoto hanno lasciato gli occhiali in casa. Ora, per i molti che non sono riusciti a farli neppure recuperare dai vigili del fuoco – e che nell’emergenza post-terremoto non possono per vari motivi neanche agevolmente ricomprarli -, non poter vedere bene e’ un piccolo dramma personale che appesantisce e si aggiunge ai disagi dell’emergenza in tendopoli. Anche per alleviare questa esigenza – soprattutto in una ventina di casi piu’ gravi e urgenti – la onlus ‘Insieme per Arquata‘ ha promosso una raccolta fondi per dare una soluzione rapida. “Nei prossimi giorni – spiegano i volontari – faremo arrivare in paese un dottore oculista per sottoporre a nuovo esame della vista chi ha perduto i suoi occhiali nella notte del terremoto. Poi, in una ventina di casi particolari che abbiamo gia’ individuato, cercheremo di dare un sostegno economico con modalita’ che stiamo stabilendo, per ricomprarli“.

Gli associati ne discutevano oggi pomeriggio nella pineta di Arquata, in una riunione intorno a un tavolo da pic nic sotto gli alberi. “Abbiamo deciso di occuparci delle piccole esigenze che la macchina della protezione civile non puo’ soddisfare nel dettaglio – spiegano ancora – E questa della mancanza dei propri occhiali lo e’, provoca un forte disagio alle persone, che pure li hanno dovuti lasciare in casa per salvarsi“. La onlus si e’ distinta per rispondere anche ad altre micro-richieste: “A uno sfollato – raccontano i volontari di ‘Insieme per Arquata’ – non riuscivano a trovare le scarpe della misura giusta, gli davano il 43 e non c’era altro per lui, che ha il 39-40: beh, gliele abbiamo comprate e procurate noi“. Inoltre, la onlus si fa da tramite con le aziende anche per esigenze un po’ piu’ collettive benche’ minime: e’ cosi’ che ha ottenuto due macchine da caffe’ con cialde per la tendopoli a Borgo e una quantita’ di caffe’ solubile fornito da una multinazionale.