Capire chi ha ricevuto e come sono stati utilizzati i soldi pubblici stanziati dopo il terremoto del 2009 dell’Aquila, che arrivarono anche nei centri del Lazio colpiti al Sisma del 24 agosto. E quali ditte vi lavorarono. Punta anche a questo l’inchiesta della procura di Rieti. “Siamo ancora in una fase prodromica”, sottolinea il procuratore Giuseppe Saieva. Ma accanto agli accertamenti sui crolli e sulle morti che hanno causato, cominciano a delinearsi le verifiche sugli appalti effettuati negli ultimi anni per ristrutturare. Va letto anche in questo senso il coinvolgimento nelle indagini di un’aliquota del reparto operativo dei Carabinieri di Roma che fornira’ supporto investigativo all’inchiesta. Si tratta di personale specializzato nel settore appalti e nei reati contro la pubblica amministrazione: alcuni hanno lavorato anche nelle inchieste legate al terremoto dell’Aquila. Del resto un’esperienza sul campo maturata dopo il Sisma in Abruzzo ce l’hanno anche gli uomini del Corpo forestale che stanno lavorando su mandato di Saieva e degli altri pm. “Un conto sono i crolli, un altro le eventuali distrazioni di denaro: su quest’ultimo punto vanno fatti approfondimenti”, afferma Saieva. Da qui potrebbero anche scaturire nuove ipotesi di reato, rispetto a quelle di disastro colposo e omicidio colposo. “Per ora non ci sono indagati”, ribadisce il procuratore. A breve, invece, per quanto riguarda i crolli e la qualita’ del materiale edile utilizzato, potrebbero essere affidate consulenze a dei periti. “Nessun incarico e’ stato ancora dato”, ha spiegato Saieva. Ma oggi con l’ausilio di un ingegnere e’ stato effettuato un sopraluogo nelle aree poste sotto sequestro e questo potrebbe quindi preludere a un avvio formale delle perizie stesse. L’altro grande fronte riguarda le macerie. Le Regioni stanno iniziando a individuare le aree per il trasferimento temporaneo del materiale, a cui seguira’, dopo un’analisi, il conferimento in discarica. Nel giro di un paio di giorni la scelta dovrebbe essere definita. Da domani, poi, 80 squadre di tecnici, tra ingegneri, architetti e geometri, inizieranno le verifiche di agibilita’ degli edifici privati lesionati.
Terremoto: inchiesta punta su appalti delle ristrutturazioni


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