Terremoto, nei tre comuni più colpiti riduzione del pil fino a -47%

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Gli effetti del terremoto che ha colpito le province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia dureranno molto a lungo sull’economia della zona: nell’area ci sara’ una riduzione del PIL 2016 del -15%, che arriva a -47% per i tre comuni piu’ colpiti, con il rischio di entrata in poverta’ per oltre 2mila famiglie. A stimare il dato e’ Confesercenti, in occasione del Meeting 2016. I 16 comuni del cratere sismico raccolgono quasi 24,5 mila abitanti e oltre 11 mila famiglie. Le attivita’ produttive riguardano oltre 3.600 unita’ locali di imprese e 4.900 addetti. Nei tre comuni piu’ colpiti risiedono 4.500 persone, 2.200 famiglie e operano 670 unita’ locali, dando lavoro a 813 persone. Nell’area del cratere emerge un ruolo rilevante dell’agricoltura (34,3%), ma quasi un altro terzo delle imprese opera nel commercio e nel turismo (29,7%). Quote analoghe si rilevano per i tre comuni piu’ colpiti (l’agricoltura arriva al 38,4%, commercio e turismo 27,8%). In particolare, si tratta di localita’ la cui economia e’ particolarmente dipendente dalla spesa turistica (anche e soprattutto per seconde case), che attiva produzione di altri comparti.

Nell’area e’ di rilievo la consistenza di ristoranti (171), bar (112) ed esercizi commerciali con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (107). Volendo arrivare a valutazioni concrete dell’impatto del terremoto sull’economia locale occorre fare riferimento ai dati del prodotto interno lordo, ovvero del valore aggiunto prodotto nei vari settori espresso in termini di pro capite. L’area del cratere presenta nel 2015 un valore aggiunto per abitante di 15,1 mila euro, inferiore del 37,5% alla media nazionale (24,2 mila euro), dato che scende a 13,9 mila per i tre comuni devastati dal sisma (con un gap rispetto alla media del Paese del 42,5%). Si tratta dunque di territori che partono da una condizione di ritardo rispetto al resto del Paese. Alla luce delle devastazioni portate dal sisma, guardando anche a quanto accaduto in altre esperienze, la spesa turistica subira’ un tracollo collegato non solo alle presenze in strutture ricettive, ma anche di proprietari di seconda casa. L’effetto e’ stimabile in una riduzione del PIL 2016 del -15% nell’area, che arriva a -47% per i tre comuni piu’ colpiti. Il valore aggiunto per abitante arrivera’ a 12,8 mila per l’area (allineato all’ultima provincia italiana, il Medio Campidano) e 7,7 mila per i tre comuni (valore caratteristico dei comuni piu’ marginali).