Terremoto: nelle Marche le imprese cercano di ripartire dopo il sisma

Diverse iniziative sono state proposte dalla Cna per aiutare gli imprenditori marchigiani in difficoltà dopo il terremoto dello scorso agosto. Una postazione mobile di Cna e Fidimpresa Marche è in funzione ad Arquata del Tronto per assistere le imprese colpite dal terremoto. Alla postazione possono rivolgersi sia gli imprenditori che i cittadini per tutte le pratiche legate al terremoto e per le scadenze ordinarie. La Cna ha inoltre incontrato a Palazzo Chigi il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e i rappresentanti delle Regioni coinvolte nel terremoto, per parlare dello stop alle tasse per le imprese coinvolte dal terremoto, della ricostruzione e di come sostenere la ripresa economica delle zone colpite.

E’ stata fissata la linea su come impostare tutta la ricostruzione e su come aiutare le imprese – ha spiegato la Cna – e quanto stabilito ci soddisfa“. Sono circa 3.700 le imprese, soprattutto di piccola dimensione e a carattere familiare, presenti nell’area colpita dal terremoto del 24 agosto scorso. “Sono una cinquantina – ha affermato la Cna – le attività commerciali, ricettive e manifatturiere che sono state costrette a chiudere ad Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Montemonaco e Montegallo. Ma danni diretti ed indiretti li hanno subiti anche molte imprese dei comuni montani“. I finanziamenti accesi con Fidimpresa Marche nei territori colpiti dal terremoto ammontano finora a 8,5 milioni di euro. Intanto è sceso in campo anche l’Ebam, che ha attivato il Fondo per le calamità naturali. Le imprese che hanno subito danni potranno ottenere fino al 20 per cento delle spese effettuate per porre rimedio ai danni del terremoto, con un massimale di 8 mila euro.

La Cna ha coinvolto anche la categoria degli odontotecnici per aiutare gli anziani che hanno perso le protesi dentali nella notte del 24 agosto scorso. “Una volta usciti dall’emergenza – ha concluso la Cna – sarà prioritario predisporre un piano per la messa in scurezza delle strutture e del territorio, garantendo il pieno rispetto delle normative sulle modalità di lavoro e cercando di favorire e tutelare le imprese locali per una rapida e sicura ricostruzione“.