Terremoto: “riconosciamo di essere dentro un mondo segnato dalla fragilità evolutiva”

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Allontaniamo da noi le false immagini della natura matrigna e del Dio malvagio e indifferente, ovvero impotente; riconosciamo invece di essere dentro un mondo segnato dalla fragilita’ evolutiva e in cui Dio si mostra come colui che condivide la precarieta’ dell’uomo. La fede, ma anche una considerazione razionale degli eventi, ci pone allora di fronte alle responsabilita’ che gravano sugli uomini quando non si prendono cura della prevenzione dei fatti calamitosi“. Lo ha detto il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, a conclusione, presso l’eremo di Lecceto dell’assemblea diocesana del clero con cui, come di consueto, si apre il nuovo anno pastorale della Diocesi di Firenze. “La risposta preventiva, possibile, come mostrano i minori effetti che l’evento ha avuto in luoghi in cui erano stati attuati interventi di adeguamento antisismico – ha proseguito Betori -, deve poi unirsi alle varie forme di sostegno con cui farsi vicini a chi soffre a causa di eventi catastrofici. Cio’ e’ avvenuto esemplarmente anche in occasione del recente terremoto, e in questo la nostra regione e la nostra citta’ non sono state seconde a nessuno“.