Siamo in Basilicata, esattamente a Craco, in provincia di Matera.Noto ai più come “il paese fantasma”, è immerso in un’atmosfera surreale. Qui al verde dei boschi si sostituisce il giallo ocra di sconfinate praterie su cui troneggiano, come giganti, i calanchi; profondi solchi scavati nel terreno cretoso dalla discesa a valle delle acque piovane.
Nel 1963, a causa di una frana di vaste proporzioni, i cui effetti furono potenziati dalle perdite delle reti idriche e fognarie, Craco è stato completamente evacuato, col trasferimento della popolazione a valle, in località Craco Peschiera. Da allora il paese è diventato un vero e proprio paese fantasma, che da decenni attrae l’attenzione di viaggiatori e numerosi registi che lo hanno scelto come set naturale per le loro pellicole cinematografiche. A Craco sono stati girati, giusto per citare alcuni film, La Lupa di Alberto Lattuada, Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rodi, King David di Bruce Beresford, La passione di Cristo di Mel Gibson, Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, Agente OO7 Quantum of Solace e Basilicata coast to coast del lucano Papaleo.
Le origini di Craco risalgono al VIII secolo a.C. e ciò si evince dal ritrovamento di tombe. Forse il paese offrì riparo ai coloni greci di Metaponto sfuggiti alla malaria che imperversava in pianura. Craco fu insediamento bizantino, mentre nel secolo X i monaci italo/bizantini iniziarono a sviluppare l’agricoltura nella zona, favorendo l’aggregazione urbana. Le prime testimonianze storiche del borgo medievale risalgono al XI secolo d.C. quando l’insediamento venne censito col nome di Graculum (piccolo campo arato). Nel Medioevo, sotto la dominazione normanna, il borgo antico crebbe fino a diventare uno dei centri militari e culturali del regno di Federico II.
Fascino tetro e spettrale, Craco è un vero e proprio museo a cielo aperto, bellissimo ricordo del tragico destino di una popolazione costretta ad abbandonare le proprie case… l’esemplificazione di una regione incantevole, spesso segnata da una storia sofferta.
Cosa visitare? Le abitazioni abbandonate, strette le une alle altre, abbarbicate alla roccia calcarea, con ringhiere finemente decorate ma arrugginite, dimore nobili, case agricole e pastorali; stradicciole e ripide scalinate, il castello, eretto nel XIII secolo, dotato di un bel portale ligneo e di una suggestiva torre che consentiva il controllo dall’alto delle valli in cui scorrono i fiumi Agri e Cavone, il signorile Palazzo Grossi, la Chiesa di San Vincenzo, la Chiesa di San Nicola, coi suoi altari barocchi in marmi policromi e due tele raffiguranti la Madonna col Bambino e l’Arcangelo Raffaele, la Chiesa dei frati minori osservanti dedicata a San Paolo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?