Accadde oggi: il 31 ottobre del 1992 la Chiesa riabilita Galileo Galilei: “fu un errore condannarlo al silenzio”

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Il 31 ottobre del 1992, alla sessione plenaria della Pontificia accademia delle scienze, papa Giovanni Paolo II affermava che la Chiesa aveva compiuto un errore nel condannare Galileo Galilei circa 360 anni prima. Il Vaticano cancellava così la “condanna al silenzio” sancita nel lontano 1633 allo scienziato italiano.

Galileo Galilei era stato condannato al silenzio e all’abiura per via del suo convinto appoggio alla teoria copernicana, secondo la quale la Terra gira intorno al Sole. Una teoria osteggiata dalla Chiesa, che soltanto pochi decenni prima aveva fatto bruciare al rogo Giordano Bruno. La riabilitazione di Galileo Galilei da parte della Chiesa ebbe un impatto mediatico importante. Il papa affermò comunque che la censura di Galileo, che a suo tempo fu costretto al silenzio e all’abiura, era stata fatta in buona fede.
“Meglio tardi che mai”, fu il commento dell’astronoma di fama mondiale Margherita Hack, intervistata sull’evento. Che però aggiunse: “Che ci siano voluti 359 anni è un fatto grave, ma più scandaloso, o più ridicolo non so, è che la commissione nominata da Wojtyla abbia impiegato 13 anni per arrivare a questa decisione. È un riconoscimento ovvio ma inutile. La verità scientifica ha trionfato da secoli, con o senza l’autorizzazione della Chiesa”.