Alluvione del ’66: parla la “bambina sul tetto”, simbolo del dramma in Maremma

Grosseto, 4 novembre 1966. Claudia Milani aveva undici anni quando il fiume Ombrone, in seguito a giorni di maltempo, ruppe gli argini e invase la sua casa al piano terra sita nella campagna maremmana. Fu subito messa in salvo dal padre che, insieme alla famiglia ed ai loro cagnolini, la portò in spalla nella torretta di un’idrovora del Consorzio di bonifica. Dopo molto ore, per sfuggire alla catastrofe, riuscirono a salire tutti sul tetto pericolante di un vecchio stabilimento, attendendo i soccorsi che li misero in salvo. La famiglia fu quindi raggiunta da un elicottero sul quale c’era anche un fotografo che, emozionato, immortalò il volto, di timore e speranza, della piccola Claudia in attesa dei suoi “angeli” sul tetto. Da quel giorno Claudia divenne “la bambina sul tetto” e quell’immagine il simbolo di una maremma che non si arrendeva: fu infatti scelta per la copertina del libro di Luciano Bianciardi e Pilade Rotella “Grosseto. Un’Alluvione per la povera gente”, pubblicato il primo gennaio del 1967. Claudia Milani oggi è maestra e nonna. Ed è proprio per i suoi bimbi che, con l’avvicinarsi del cinquantesimo anniversario, ha deciso di mettere nero su bianco la sua terribile avventura a lieto fine, con un semplice e commovente racconto pubblicato su Il Tirreno di Grosseto. “Ecco – scrive Claudia – questa è la storia di quella bambina appollaiata sul tetto, fotografata a sua insaputa dal signor Mario Bernieri, fotografo dell’agenzia Bf, che si trovava su quell’elicottero. Un giorno anche i miei nipotini vedranno quel libro e quell’immagine e scopriranno che quella bambina è la loro nonna. Questo ricordo lo dedico a loro”.