“Il ricordo di quella notte del 9 ottobre 1963 e’ ancora vivo in tutti noi – dichiara il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Franco Iacop, in merito al disastro del Vajont, del quale ricorre il 53° anniversario – e fa ancora piu’ male se andiamo con la memoria a quarant’anni fa, al sisma del Friuli, che spezzo’ con la sua forza distruttrice altre mille vite. Due tragedie a distanza di pochi anni che hanno segnato profondamente la nostra regione, due tragedie che hanno in comune un grandissimo numero di vittime, ma cosi’ differenti tra loro: il terremoto e’ un’imprevedibile calamita’ naturale, il Vajont e’ stato un disastro naturale annunciato, dovuto alla superficialita’ umana. Perche’ il nome dato al monte da cui si stacco’ l’enorme frana e’ “Toc”, che in friulano e’ l’abbreviazione di “patoc”, che significa “marcio”, “fradicio”. Da solo questo nome spiega perche’ quella diga non andava costruita li’. Oggi pero’ siamo qui a ricordare con grande commozione e immutato dolore le vittime del Vajont – ha aggiunto Iacop – perche’ ricordarle significa non solo portare loro quel rispetto che e’ dovuto, significa soprattutto non consegnarle all’oblio, mantenere viva la memoria per dare forza e speranza a una comunita’ che e’ stata annientata e che ha avuto il coraggio di rimboccarsi le maniche e andare avanti. Quello stesso coraggio – ha concluso Iacop – che ha permesso tredici anni dopo di superare anche il terremoto, coraggio che e’ il segno distintivo della nostra gente, senza il quale due tragedie di queste dimensioni non sarebbe stato possibile affrontare e vincere“.
Anniversario della tragedia del Vajont, Iacop: “Il ricordo è ancora vivo”


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