Durante la riunione della Conservation of Antarctic Marine Living Resources (CCAMLR) a Hobart, in Tasmania, si è deciso definitivamente di creare la più grande riserva marina del mondo nelle acque del mare di Ross, nell’Antartide, su iniziativa di Usa e Nuova Zelanda. Si tratta di una decisione epocale, quello della creazione di una riserva antartica, sulla quale ci sono cinque cose fondamentali da sapere:
Innanzitutto, perché tanta preoccupazione? Da anni gli ambientalisti chiedono una migliore protezione dallo sfruttamento delle acque dell’Antartico, rivendicate da vari Paesi. Nel 2012 sono stati preparati i piani per la creazione di due enormi aree marine protette, nel mare di Ross e dell’est dell’Antartico. Insieme comprenderebbero 2,5 milioni di di chilometri quadrati di superficie oceanica. I progetti sono stati in parte modificati per consentire la pesca e la ricerca in alcune aree, pur nel rispetto dei valori ambientali.
Perché è così importante? L’Antartico è ormai una delle ultime frontiere selvagge del mondo, dove sono presenti alcuni degli ecosistemi più intatti rimasti sul pianeta e molti habitat devono ancora essere studiati. L’oceano Antartico, in gran parte non toccato dall’uomo, è ritenuto un laboratorio fondamentale per studiare gli effetti del cambiamento climatico. L’area ospita anche più di 10mila specie animali polari, tra le quali la maggior parte dei pinguini, delle balene e degli uccelli marini del mondo, oltre che l’austromerluzzo e il krill, sfruttati sul piano commerciale.
Cosa è un’Area marina protetta? Si tratta di un’area ben definita che salvaguarda tutte o parte delle risorse naturali dell’area che copre: specie marine, biodiversità, habitat, aree di ricerca dei cibo e di allevamento della prole e in qualche caso siti storici e culturali. Le aree protette si aggiungono ad altri strumenti di gestione delle risorse, come limitazioni alla pesca. La prima Area marina protetta di alto mare, l’Area protetta della piattaforma subacquea delle Orcadi meridionali, nell’Atlantico, è stata creata dalla CCAMLR nel 2009.
Chi prende decisioni in merito a quest’area? La Conservation of Antarctic Marine Living Resources, nata con una convenzione internazionale nel 1982 in risposta al crescente interesse commerciale per il krill, è un’alleanza di 24 Paesi più l’Unione europea che ha il compito si vegliare sulla conservazione e lo sfruttamento sostenibile della vita marina. Le decisioni si prendono per consenso.
Perché i tempi per raggiungere l’accordo sono stati lunghi? Gli ambientalisti e molti Paesi membri sono d’accordo sul fatto che la protezione delle acque antartiche, con limiti alla pesca, all’estrazione di risorse e all’inquinamento è fondamentale per proteggere gli animali polari e permettere agli scienziati di capire meglio come le specie e gli ecosistemi rispondono alla cambiamento ambientale. Tuttavia alcuni Paesi, in particolare Cina e Russia, hanno sollevato obiezioni sull’accesso alla pesca. In gioco c’erano anche considerazioni geopolitiche.


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