Astronauti: rischio di mal di schiena ‘spaziale’ per le missioni lunghe

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Le missioni spaziali troppo lunghe possono causare problemi alla schiena per gli astronauti, dato che indeboliscono i muscoli spinali che sostengono la colonna vertebrale. Lo indica lo studio condotto dai ricercatori dell’universita’ della California a San Diego su sei astronauti della Nasa che hanno trascorso da quattro a sette mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale. La scoperta, pubblicata sulla rivista Spine, potrebbe fornire indicazioni utili per programmare le lunghe missioni spaziali, come ad esempio quella per Marte. I ricercatori hanno esaminato i sei astronauti prima e dopo le missioni. Ad ognuno e’ stata fatta la risonanza magnetica tre volte: prima di partire, subito dopo il ritorno sulla Terra e di nuovo dopo circa un mese dal ritorno.

L’obiettivo e’ stato quello di individuare i fattori che causano il mal di schiena durante le missioni prolungate, come in genere riferisce circa la meta’ dell’equipaggio della stazione orbitale, e comprendere perche’ negli astronauti il rischio di ernia del disco, nei mesi successivi ai voli spaziali, e’ circa quattro volte superiore rispetto alla media. Le immagini della risonanza magnetica indicano che le lunghe missioni spaziali fanno indebolire i muscoli che sostengono la colonna vertebrale e la scoperta secondo il primo autore Douglas Chang, potrebbe aiutare a mettere a punto le misure preventive per ridurre gli effetti del volo spaziale sui muscoli spinali. Per esempio, ha detto Chang, ”esercizi come quelli raccomandati per i pazienti con mal di schiena potrebbero essere un’aggiunta utile al programma di esercizio fisico degli astronauti”. Anche lo yoga potrebbe essere un altro approccio promettente. Tuttavia, ha aggiunto, sono necessari ulteriori studi per determinare se queste contromisure potrebbero aiutare davvero a prevenire l’indebolimento di questi muscoli.