Cancro al colon-retto: troppa poca prevenzione in Italia, in aumento il numero dei morti

MeteoWeb

Il cancro al colon-retto è uno dei tumori più frequenti nel nostro Paese pur essendo una di quelle patologie che potrebbero esser riconosciute tempestivamente  e curate in modo efficace in poco tempo.

Basterebbe infatti effettuare un semplice esame del sangue occulto nelle feci ma soltanto  il 47 per cento dei cittadini di età compresa fra 50 e 69 anni si è sottoposto al controllo nel biennio 2011-2012, l’ultimo per il quale sono disponibili i dati.

Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) in un convegno ha spiegato che “È necessario migliorare la consapevolezza degli italiani sull’importanza di aderire agli screening, in difficoltà soprattutto al Sud. Un paziente su quattro arriva alla diagnosi di tumore del colon-retto in fase avanzata. In questi casi le possibilità di sopravvivenza sono limitate, infatti solo l’11 per cento di questi malati è vivo a 5 anni. Il test SOf è in grado di ridurre del 20 per cento la mortalità nel tumore del colon-retto proprio perché permette di individuare lesioni sospette in stadio iniziale. Infatti i sintomi possono essere confusi con quelli di altre patologie e spesso, quando viene individuato, il tumore si è già diffuso”.

Sono circa 52.400 i nuovi casi di cancro del colon-retto stimati nel nostro Paese nel 2016 e la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si aggira attorno al 60 per cento.

Evaristo Maiello, Direttore Oncologia di Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ha invece dichiarato che “Il test è semplice e indolore: si raccoglie un campione di feci con una piccola provetta che si consegna alla farmacia più vicina, per poi ricevere l’esito dell’analisi a casa.  Oltre agli screening, la prevenzione deve basarsi su stili di vita sani: il cancro al colon è l’esempio di come la prevenzione, i test, la dieta e uno stile di vita corretto riescano a limitare notevolmente le probabilità di ammalarsi. La dieta mediterranea svolge una funzione protettiva, mentre il consumo di carni rosse e insaccati, abuso di alcol, fumo, sovrappeso e obesità e scarsa attività fisica costituiscono fattori di rischio certi”.

I sintomi più frequenti che si riscontrano soprattutto dopo i 50 anni sono: presenza di sangue rosso-vivo, talvolta misto a muco, nelle feci; senso di incompleta evacuazione; defecazione in più tempi ravvicinati; perdita di peso senza causa evidente; senso di spossatezza; febbricola, specialmente nelle ore serali.