Dall’Oms è ‘guerra’ alle bibite zuccherate: aumentare il prezzo contro l’obesità

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Le bibite zuccherate sono una delle cause principali dell’obesità e l’unico modo per evitarne un consumo eccessivo potrebbe essere un aumento deciso del loro prezzo. L’indicazione e’ contenuta in un rapporto dell’Oms, ed è spesso oggetto di critiche da una parte del mondo scientifico, rese un po’ meno credibili dopo che ieri uno studio sull’American Journal of Preventative Medicine ha rivelato che i big dell’industria hanno finanziato quasi 100 istituzioni e organizzazioni scientifiche impegnate sull’argomento. “Dal punto di vista nutrizionale le persone non hanno bisogno di nessun zucchero aggiunto alla loro dieta – spiega Francesco Branca, direttore del dipartimento per la Nutrizione dell’Oms -. L’Organizzazione raccomanda che se si consumano zuccheri aggiunti devono rimanere sotto il 10% del fabbisogno energetico quotidiano, che andrebbe ridotto a meno del 5% per avere benefici addizionali per la salute. Questo equivale a meno di 250 millilitri al giorno delle bevande comuni“.

Secondo l’analisi il prezzo delle bibite zuccherate, così come di altri cibi ‘spazzatura’, dovrebbe aumentare del 20% per provocare una diminuzione proporzionale dei consumi. Il documento presenta altri suggerimenti di politica fiscale per migliorare la dieta, come sussidi che abbassino il prezzo di frutta e verdura del 30%, mentre destinare i guadagni derivanti dagli aumenti delle tasse ad iniziative di salute pubblica ne aumentano il supporto da parte del pubblico. Sull’efficacia di questo tipo di misure, che l’Oms propone ad esempio anche per le sigarette, non tutti gli esperti sono d’accordo, ma il motivo, suggerisce lo studio dell’universita’ di Boston, potrebbe andare oltre il merito scientifico.

Save the Children era un gruppo che promuoveva la tassazione sulle bibite gassate – scrivono gli autori -, ma lo sforzo e’ stato ritirato nel 2010 dopo aver ricevuto 5 milioni di dollari dalle due aziende nel 2009“. L’Ong, riporta il New York Times, ha negato che ci sia una correlazione tra il supporto dalle aziende e il cambiamento di opinione. Un altro gruppo citato dall’articolo e’ la Academy of Nutrition and Dietetics, che non ha mai supportato le tasse sulle bibite e ha ricevuto 525mila dollari in donazioni dalla Coca Cola nel 2012. Per le aziende ha risposto la American Beverage Association. “Crediamo che le nostre azioni nelle comunita’ e sul mercato stiano contribuendo ad affrontare la complessa sfida dell’obesita’ – scrive -. Difendiamo il nostro diritto di essere partner delle organizzazioni che rafforzano le nostre comunita’“.