ExoMars: prevista per il 2020 la seconda fase della missione

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Per il 2020 è previsto il lancio della seconda fase della missione ExoMars che riporterà l’Europa su Marte, questa volta, pero’, a caccia di vita. Il protagonista assoluto sara’ un rover innovativo, capace di muoversi sulla superficie del pianeta rosso e dotato di strumenti per penetrare e analizzare il suolo fino alla profondita’ record di due metri. Il programma, frutto della collaborazione tra l’Agenzia spaziale europea (Esa) e la sua omologa russa Roscosmos, vedra’ l’Italia ancora una volta in prima fila: il trapano che sondera’ il suolo marziano e’ stato infatti realizzato nello stabilimento di Leonardo Finmeccanica a Nerviano, mentre a Torino sara’ stabilita la sede del Centro di controllo del rover.

Secondo le previsioni la missione ExoMars 2020 sarà lanciata con un razzo russo Proton e l’arrivo a Marte richiedera’ un viaggio di nove mesi. Durante queste prime fasi il rover sviluppato dall’Esa e la sua piattaforma di superficie realizzata dalla Roscosmos saranno ‘impacchettati’ all’interno di un modulo vettore fornito dall’Esa. Poco prima dell’ingresso nell’atmosfera marziana, verra’ sganciato il modulo di discesa, riparato da uno scudo termico, che calera’ sul suolo marziano rallentando la corsa con l’ausilio di paracadute e retrorazzi. Per affrontare al meglio questa fase, sara’ cruciale capire cosa non ha funzionato nella discesa del modulo Schiaparelli, i cui retrorazzi sono stati spenti prima del tempo dal computer di bordo. Una volta raggiunto il suolo marziano, il rover di ExoMars 2020 abbandonera’ la sua piattaforma e comincera’ la missione scientifica.

Sarà in grado di spostarsi per diversi chilometri, cercando siti che potrebbero nascondere tracce di materiale organico. A quel punto entrera’ in azione il trapano italiano: con una potenza di 80 watt (un quinto rispetto ai trapani che usiamo a casa), perforera’ il suolo con una punta in diamante policristallino che generera’ un buco di 25 millimetri di diametro. Lavorera’ di giorno, quando la luce del Sole alimentera’ i quattro pannelli solari ‘a petalo’ del rover, e avra’ il compito di raccogliere 16 campioni a diverse profondita’, che saranno sottoposti ad analisi chimico-fisiche nel mini-laboratorio di bordo. Vicino alla punta della trivella sara’ presente la finestra ottica dello spettrometro italiano Ma_Miss, che permettera’ di fotografare il contesto da cui vengono prelevati i campioni. Tutte le comunicazioni con la Terra saranno supportate dal modulo Trace Gas Orbiter (Tgo), il cui pieno funzionamento nell’orbita di Marte rappresenta il vero grande successo della missione ExoMars 2016.