Pescara, l’associazione di Protezione Civile Val Pescara adotta il Parco Calipari 

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Il Parco “Nicola Calipari”, sito tra via Caduti di Nassirya nelle adiacenze del Palazzetto dello Sport di Via Rigopiano, e’ stato adottato ed affidato ai volontari dell’associazione di Protezione Civile Val Pescara.  L’annuncio e’ stato dato in conferenza stampa alla presenza del Sindaco Marco Alessandrini, del Presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli, dell’Assessore al Verde Pubblico Laura Di Pietro e  dei volontari della Protezione Civile Val Pescara con il Presidente, Antonio Romano.

Le adozioni di questo tipo si stanno diffondendo sempre più sia in ambito locale che nazionale allo scopo di  stimolare la partecipazione attiva alla vita amministrativa e alla tutela del verde della città.

“Il Comune affida ai soggetti interessati, cittadini e associazioni in primis, l’apertura e la chiusura al pubblico di un parco, sollevando così l’Ente da spese rilevanti. Riguardo tutti i parchi e le aree verdi, i costi si aggirerebbero intorno a 100.000 euro che purtroppo non possiamo assolvere con risorse umane comunali – spiega l’Assessore Di Pietro – Al momento, 17 dei nostri 50 parchi sono adottati mentre 3 su 14 sono le aree di sgambettamento affidate ad associazioni e cittadini. Sono in totale 54 le aree verdi adottate (fra aiuole, terreni e piccoli appezzamenti) nelle mani anche di commercianti che le curano e che stiamo cercando di agevolare perché lo facciano in sintonia con il luogo dove si trovano. Presto lanceremo una campagna anche su questo”.

“Altre adozioni sono in corso – continua Di Pietro – come nel caso dei residenti di via Regina Elena e via Regina Margherita che stanno costituendo un’associazione, di cui si è fatta capofila Cristina Zecca, per adottare l’area di sgambettamento del Florida: con una piccola autotassazione si è fatta carico dei lavori di rifacimento del manto erboso, mentre il Comune ha provveduto alla pulizia, a sfoltire e abbassare le siepi perché l’area sia più controllabile e sicura. Vogliamo rilanciare l’appello perché l’adozione fa bene ai parchi e alla comunità. L’iter e’ semplice e gratuito”.

Il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli sottolinea:  “E’ un momento importante per dire alla città che si può fare qualcosa senza lamentarsi. L’associazione Valpescara è abituata a lavorare senza chiedere ringraziamenti pubblici: sappiamo già quanto si adoperi per la città e la provincia pescarese, anche in momenti di estrema urgenza come in occasione del recente terremoto. La richiesta di apertura e chiusura dei parchi è molto sentita, perché rende più percepita la sensazione di sicurezza, specie di notte quando vengono segnalati gli atti vandalici. Da mesi siamo al lavoro perché l’adozione sia sempre più praticata: rispondono associazioni, ma anche privati cittadini ed è un buon segnale. Un cittadino ha adottato il parco di via Nazionale, così in via Nenni, Aldo Moro, e un terreno per un orto urbano all’Istituto De Cecco. Noi abbiamo bisogno di cittadini e associazioni partecipi: si può fare qualcosa per la propria città, anche aprendo e chiudendo un parco. Non ci sono spese, né penali in caso di ripensamenti, ma è un esercizio prezioso per tutti, perché significa dare vita ai parchi della nostra città e tutelare il nostro patrimonio”.

Entusiasta Antonio Romano, Presidente dell’associazione di Protezione Civile Valpescara: “Abbiamo pensato di adottare il parco “Nicola Calipari”, portando a conoscenza dei cittadini sia le buone pratiche di adozione che la nostra attività. Terremo esercitazioni, come quelle utili in caso di terremoto ed alluvioni, per mostrare a tutti il nostro lavoro e insegnare a far fronte ad una calamità. Stiamo anche portando avanti un progetto, “Abili a Proteggere”, per inserire nella Protezione Civile anche persone diversamente abili. Nel parco non mancheranno iniziative di coinvolgimento, grazie al progetto che inizia con l’Istituto Don Orione”.

A conclusione della conferenza stampa, il Sindaco Alessandrini: “Noi abbiamo bisogno, come l’aria, di cittadini che abbandonino l’indifferenza e si sentano parte della comunità. Abbiamo bisogno di favorire il più possibile la cura della nostra città. Chi si occupa per missione associativa degli altri, compie un ulteriore gesto di cura e attenzione e l’Amministrazione è grata e riconoscente”.