Leonardo DiCaprio e la Fondazione Barilla insieme “nella battaglia contro il cambiamento climatico”

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In occasione della prima nazionale (prevista dal 30 ottobre sulle reti Sky, National Geographic e Fox Channel) del documentario “Punto di non ritorno – Before the Flood“, realizzato da Leonardo DiCaprio, la fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn) “manderà in onda il video che ha realizzato per spiegare come le nostre scelte alimentari abbiano un impatto non solo sulla salute ma anche sull’ambiente“. Il videomessaggio “pensato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che in Europa la produzione di cibo è l’attività dell’uomo che ha il maggior impatto sul cambiamento climatico (31%), più del riscaldamento degli edifici (23,6%) e dei mezzi di trasporto (18,5%). Un fenomeno che non può più essere sottovalutato, visto che il 2016 è stato riconosciuto dalla Nasa come l’anno più caldo di sempre e che l’Omm (Wmo), l’organizzazione meteorologica mondiale, ha riconosciuto il 2015 come il primo anno nella storia dell’umanità in cui la presenza di anidride carbonica in atmosfera ha superato stabilmente la soglia di 400 parti per milione. Una vera emergenza mondiale che non può più essere sottovalutata e che va affrontata partendo anche dalle scelte alimentari quotidiane“. “Delle numerose emergenze mondiali quella della sostenibilità del sistema alimentare potrebbe sembrare meno prioritaria, ma non è così. Tra le cause scatenanti di una situazione globale complessa che si confronta con conflitti, migrazioni, crisi economica e cambiamenti climatici, i paradossi che tuttora affliggono il sistema alimentare occupano un posto di primo piano. Purtroppo siamo ancora troppo pochi a saperlo e a capirne le implicazioni. Dietro i messaggi che sono lo slogan del Forum internazionale su alimentazione e nutrizione (‘Mangiare meglio, mangiare meno, mangiare tutti’), c’è un significato profondo. Se io mangio meglio e se mangio meno faccio del bene non solo a me stesso, ma anche al mio pianeta e alle persone che ci vivono. E contribuisco, nel mio piccolo, a favorire una distribuzione più equa del cibo,” sostiene il vicepresidente della fondazione Luca Virginio.