L’Italiano è la quarta lingua più studiata al mondo. Una bella sorpresa per l’idioma del Bel Paese che sbaraglia cinese, giapponese e tedesco. Un trionfo esclamano i linguisti, che vedono l’italiano preceduto da l’inglese, primo posto, francese, secondo posto e spagnolo, terzo posto.
Il motivo del successo dell’italiano? «Credo la popolarità e la diffusione della nostra lingua- spiega al Corriere il professor Mirko Tavosanis, direttore di Icon, il consorzio di 19 università italiane con sede a Pisa – maggiore a volte degli idiomi di importanti potenze economiche, sia dovuto a più fattori. Il primo è certamente la cultura italiana. Non solo Dante, però, anche i gli scrittori contemporanei. Piacciono in ugual modo narrativa, poetica, saggistica. Poi influisce molto la musicalità del parlare italiano e ovviamente la lirica nella quale trionfa. Anche il cibo, soprattutto negli ultimi anni, ha spinto tanti stranieri a studiare i nostri vocaboli, magari solo per leggere divine ricette»
«Tutti i soggetti che operano per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero – spiega il professore – sentono l’esigenza di un profondo rinnovamento dell’intero sistema. Dobbiamo individuare le idee per una politica che tenga conto delle nuove condizioni del mercato delle lingue e della competizione culturale nel mondo globalizzato. Questa politica permetterà di valorizzare le potenzialità del patrimonio italiano e attivare connessioni fra promozione della lingua e cultura e promozione dell’economia. Per esempio, avere studenti stranieri che studiano in Italia usando l’italiano è una garanzia di futuri rapporti con le classi dirigenti di molti paesi in rapido sviluppo economico».


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