Olio, UNAPROL: quello italiano costerà non meno di 8 euro a bottiglia

Un calo produttivo “importante” della produzione di olive determinato in gran parte dal maltempo e che comunque non incide sul livello qualitativo dell’olio italiano: a sintetizzare cosi’ quello che attende i consumatori di olio extravergine è il presidente di UNAPROL, il consorzio di imprese produttrici (circa 200mila) olivicole italiane, David Granieri. All’Adnkronos Granieri definisce “del tutto reale” l’allarme lanciato da Coldiretti sulla scarsità di scorte dell’olio italiano e anche quello relativo all’aumento dei prezzi. I prezzi alla borsa merci di Bari, che è la più rappresentativa per l’olio a livello nazionale “due giorni fa vedevano l’olio sfuso venduto a 5,15 euro al litro: vuol dire che quest anno trovare l’olio al 100% italiano sotto certi prezzi, diciamo sotto i 8 euro a bottiglia, sarà impossibile“, spiega. Le stime produttive sulla raccolta delle olive che sono state pubblicate da Ismea, ricorda il presidente di UNAPROL, “prevedono un calo molto importante nell’area pugliese che da sola produce circa il 50% del prodotto nazionale: questo determinerà una complicazione – spiega – nel conformare il mercato“. Si è parlato del problema della mosca olearia che ha infestato le piante soprattutto in Toscana. “La mosca puo’ essere un danno solo successivo – risponde – in realtà l’ammanco produttivo non è stato determinato tanto dalla mosca ma soprattutto al sud dal maltempo“. Per poter aumentare la produzione, sottolinea Granieri, “servirebbe un investimento strutturale di circa 400 mln per fare nuovi uliveti, è questa la stima, e in realtà con i Piani di sviluppo rurale regionali i fondi ci sarebbero: noi stiamo lavorando di concerto con il ministero per il coordinamento perchè deve essere un disegno complessivo che valorizza anche le biodiversità italiane, che dia l’opportunità di sviluppare queste colture anche a territori marginali, le fasce cioè non di pianura, ma pedemontane e di alta collina“. Il consorzio intanto insiste per coinvolgere anche la grande distribuzione nella difesa dell’Olio italiano: “in Italia l’olio deve smettere di essere un prodotto civetta per la gdo, a 2,49 euro la bottiglia non puo’ essere olio italiano, deve essere corresponsabile nella tutela anche la distribuzione e non solo il fornitore“, conclude.