Radon a Ischia, esperta: “La popolazione deve fare attenzione”, è un “pericolo presente”

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Nel corso di un incontro a Ischia organizzato dal Centro studi di Citta’ della Scienza e dall’Istituto italiano studi filosofici circolo Georges Sadoul, Lucia Civetta, professore emerito di Geochimica e Vulcanologia nell’Universita’ di Napoli ‘Federico II’, ha dichiarato che “Ischia e’ nota per l’elevata radioattivita’ sia delle rocce vulcaniche sia per la presenza di radon, nel suolo e nelle acque e lungo i punti di fratturazione principale. Quindi la popolazione deve fare attenzione a questo fenomeno perche’ tra i tanti rischi che ci circondano la radioattivita’ elevata e’ un pericolo presente“. “Tale situazione e’ nota da tanto tempo, e gli studi sull’isola d’Ischia di Paolo Gasparini lo hanno ampiamente dimostrato” ha aggiunto la professoressa Civetta.

Al centro del dibattito (nell’ambito del convegno tenutosi in omaggio dello studioso Gasparini) il Radon: “Come ha illustrato molto chiaramente nella sua relazione il professor Mazzella che segue con grande esperienza e attenzione il problema della radioattivita’ sull’isola bisogna evitare i luoghi chiusi dove c’e’ presenza di accumulo di radon soprattutto se sono luoghi chiusi al piano terra, realizzati con mura di rocce vulcaniche perche’ la radioattivita’ nelle rocce di Ischia e’ elevata. Bisognerebbe far controllare le abitazioni perche’ il radon si puo’ accumulare e quindi ci puo’ essere un effetto di un cumulo di radon che viene rilasciato, si accumula nell’ambiente chiuso, non aereato” ha concluso la professoressa Civetta.

La preoccupazione maggiore e’ per quelle abitazioni poste sotto il piano di campagna dove ho fatto misurazioni e ho visto che ci sono anche concentrazioni significative rispetto alle quali, in alcuni casi, sarebbe necessaria anche la bonifica” ha spiegato il professor Mazzella. “La difesa piu’ naturale: finestre aperte, garantire una buona ventilazione, un buon ricambio di aria che gia’ dimezzerebbe le concentrazioni presenti. Se la struttura e’ in cemento armato e posta dal primo piano in su si hanno concentrazioni non preoccupanti e non allarmanti. Il problema nasce soprattutto per quelle abitazioni poste al piano terra o sotto il livello terraneo, spesso fatte o in tufo o – come ho visto in alcune zone dell’isola – per quelle ville realizzate recuperando pareti tufacee o di tufo verde. In queste andrebbero fatte delle misure“. “E’ inutile qualsiasi tipo di allarmismo rispetto agli impianti termali, potrebbe esserci qualche rischio solo in alcuni casi, quando non ci sono le precauzioni opportune, ad esempio nell’uso della bagnoterapia in ambienti chiusi. In questi casi e’ sufficiente avere una buona ventilazione di questi ambienti“.