L’assunzione di acido folico è fondamentale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale (Ntd), tra cui la spina bifida. Lo ricorda la Società italiana di neonatologia (Sin), durante il XXII Congresso nazionale tenutosi a Napoli, dal 12 al 15 ottobre, lanciando un grido d’allarme sulla necessità di incentivarne l’assunzione, in particolare alle aziende alimentari italiane per la fortificazione di alcuni prodotti con acido folico. Ancora oggi, solo il 30% delle donne attua la profilassi volontaria con acido folico raccomandata nel periodo periconcezionale in ambito europeo, che non si è dimostrata sufficiente a ridurre l’incidenza di queste patologie. Le cause dei difetti del tubo neurale non sono ancora certe, ma una cosa è sicura: l’assunzione di acido folico previene il 50?70 % dei casi di spina bifida, si legge in una nota della società scientifica.

Ebbene, secondo un recente report dei Cdc americani, dopo 16 anni i tassi di Ntd si sono ridotti del 35%, con circa 1.300 casi all’anno in meno, senza particolari effetti indesiderati riferibili a questa strategia profilattica. Sulla scia della positiva esperienza americana, la Sin ha sensibilizzato il ministero della Sanità sulla problematica, auspicando un’azione di profilassi con acido folico attraverso la fortificazione obbligatoria di alcuni alimenti selezionati (per esempio le farine). Per favorirne il consumo, secondo la Società, le aziende alimentari italiane potrebbero, anche autonomamente, prevedere i prodotti da fortificare, contribuendo così alle campagne di informazione.
Uno studio europeo ha recentemente considerato oltre 11.000 casi di Ntd, raccolti da 28 registri nazionali (Italia compresa), su oltre 12,5 milioni di nati tra il 1991 e il 2011, evidenziando una prevalenza globale pari a 9,1 per 10.000 nati, dato particolarmente scoraggiante e sostanzialmente invariato tra il 1991 e il 2011, a dispetto di ogni strategia di profilassi volontaria finora utilizzata. Ciò a riprova – sottolieano gli specialisti – che la sola raccomandazione della profilassi farmacologica volontaria nel periodo periconcezionale non è sufficiente a ridurre l’incidenza di queste patologie. L’unica evidenza scientifica, confermata anche recentemente da una revisione Cochrane, è che l’assunzione periconcezionale di acido folico comporta una marcata riduzione del rischio di malformazioni neonatali.