Salute: rivoluzione nella tecnologia dedicata ai problemi di udito

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La Fondazione Ascolta e Vivi ha presentato ieri a Milano una ricerca sulla terapia audio protesica, i dati raccontano di una percentuale dell’11% della popolazione generale che potrebbe trarre vantaggio dall’uso della protesi acustica, in Italia sono 7 milioni e la usano regolarmente 1.7 milioni. Nel 2015 sono stati venduti 387000 apparecchi acustici di cui il 57 % di fascia economica e solo il 10% ad alta tecnologia. Nel mondo gli apparecchi acustici vengono impiegati solo nel 10% (il 25% in Italia) dei casi che ne richiederebbero l’uso, dimostrando che se per alcuni paesi la modesta diffusione è un problema economico per altri la diffusione è un problema di comunicazione e quindi conoscenza del problema. Gli strumenti di diagnosi precoce consentono di curare molti problemi infantili. Una buona prevenzione aiuta gli anziani a conservare non solo l’udito ma anche le funzioni cognitive.

L’ing. Del Bo della Fondazione Ascolta e Vivi ha presentato anche un rivoluzionario apparecchio acustico che migliora in maniera sensibile le caratteristiche in ambienti rumorosi, che sono una delle sfide più difficili per i produttori di audio protesi. In quelle situazioni infatti il rumore di fondo riduce la intelleggibilità, perché è difficile amplificando la sorgente sonora fare emergere la voce del interlocutore che si traduce in un minor sforzo cerebrale. La perdita uditiva infatti limita la quantità di indizi acustici che il cervello riceve e minore è la quantità dei dettagli maggiore lo sforzo per decodificare i suoni e dargli un senso completando il processo cognitivo. Poter ascoltare con chiarezza aiuta a ridurre la stanchezza cerebrale. La Fondazione Ascolta e Vivi è una no profit con sede a Milano fondata dal bioingegnere Luca Del Bo si occupa di ricerca scientifica studiando i problemi legati all’udito, sordità, acufeni. Dal 2005 collabora con Università, enti ospedalieri e aziende private sponsorizzando ricerche scientifiche, erogando borse di studio e pubblicando libri scientifici in ambito audiologico.

Lavoriamo in un ambiente in rapida evoluzione tecnologica – ha detto il fondatore e presidente Luca del Bo – e in pochi anni le protesi acustiche hanno fatto un progresso tecnologico che possiamo definire rivoluzionario. La nuova generazione è non solo è in grado di amplificare e processare il suono con una cura impensabile qualche anno fa ma diventa uno strumento di comfort per la vita del paziente perché può essere connesso ad applicazioni a casa e in ufficio, diventando una unica interfaccia acustica con il mondo esterno. La recente indagine che abbiamo svolto ci conferma l’alto valore di soddisfazione della nostra clientela che ha dichiarato di sentire un suono più nitido e pulito con meno rumore di fondo in ambienti rumorosi e che li consiglierebbe nell’89 % dei casi”.

Nel nuovo Oticon OPN, una protesi con estensioni che si adattano a diverse esigenze protesiche, il trattamento del suono avviene attraverso la piattaforma Velox che impiega la tecnologia DSP (Digital Sound Processing) per il trattamento delle informazioni audio. Lo spettro viene diviso in 64 bande acustiche la conversione analogico digitale avviene con un sistema 24 bit. Le funzioni che assolve sono Calibrare e adattare alla risposta dell’orecchio la resa sonora, analizzare e bilanciare il suono per risolvere il primo problema delle persona con carenze, la capacità di distinguere la voce dal rumore; amplificare e comprimere i suoni per renderli udibili e confortevoli evitando il fastidioso feedback. Infine la innovativa funzione di connessione con una interfaccia diretta con altri dispositivi digitali.

La piattaforma Velox è costituita da 11 processori centrali, 8 sono dedicati alla elaborazione del segnale sonoro e 3 sono per la comunicazione wireless, che permettono l’elaborazione del segnale a una velocità impressionante, in grado di eseguire 500 milioni di istruzioni al secondo e 1200 milioni di operazioni al secondo. Si tratta di una potenza di elaborazione fino a 50 volte superiore a quella dei predecessori.