Terremoto a Visso: “I bambini sono il nostro futuro, non possiamo mandarli via”

“Non portate via i bambini da qui, lasciate che la scuola la frequentino qui. I bambini sono il nostro futuro, sono il futuro di Visso”. E’ l’appello commosso di Iolanda Ferranti, una delle insegnanti della scuola elementare ‘Pietro Capuzi’ di Visso. Nella scuola, frequentata da 55 bambini, lavorano altri sette insegnanti, tra cui la Ferranti che non accoglie con entusiasmo l’idea di trasferire temporaneamente (anche se almeno per una decina di mesi) grandi e piccoli nelle strutture ricettive della costa adriatica. Questa soluzione impedisce di tenere viva l’identità ed il senso di appartenenza della comunità vissana. Soprattutto se si pensa alla scuola.

“Dobbiamo trovare il modo – dice con occhi imploranti – per alloggiare i bambini qui, far sì che frequentino qui la scuola. Le lezioni le vogliamo tenere a Visso, siamo disponibili a sacrificarci in ogni modo e ad aiutare genitori e figli”. L’insegnante aggiunge “siamo molto disorientati per quanto accaduto, dobbiamo far corpo tutti e rialzare la testa, i bimbi sono terrorizzati. Credo sia importante far vivere questo periodo come un gioco e non come un problema”. La maestra Iolanda ci tiene a sottolineare che è stato molto apprezzato il gesto dei Granatieri dell’Esercito che, al di là delle operazioni di sostegno, hanno donato i giocattoli dei propri figli ai bambini di Visso. Proprio oggi infatti molti dei piccoli sfollati erano alle prese con i doni ricevuti, scordando per un po’ del freddo, del vento e di tutta la tensione dei giorni passati.

Questo era un paese meraviglioso– aggiunge l’insegnante – non dobbiamo mandare via i bambini perché sono il nostro futuro. Noi siamo gente buona e i bambini meritano di restare qui”. La scuola c’è, nonostante tutto. E’ rimasta in piedi, anzi sembra aver reagito bene all’ultimo terremoto, probabilmente per la sua struttura a norma antisismica. Tuttavia l’ambiente e molti altri edifici, anche privati, risultano danneggiati e questo potrebbe essere un ostacolo riguardo la possibilità di poter continuare l’attività scolastica in loco. “Ci vuole tempo per organizzare tutto, lo sappiamo, e il sindaco sta facendo il possibile. Cerchiamo di fare in modo che i bimbi non perdano l’anno scolastico, noi insegnanti siamo disposti a fare qualsiasi sacrificio per loro. Visso era un gioiello – conclude Iolanda Ferranti – e vorrei morire qui, ma non in questo modo terribile…”.