Terremoto, Alfano: edifici prefabbricati subito per tutti

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La cosa più importante ora è che gli sfollati raggiungano destinazioni più sicure dove sistemarsi in modo idoneo“. A spiegarlo è il ministro dell’Interno Angelino Alfano in una intervista a Il Messaggero dove chiarisce: “Certamente, non è semplice affrontare questo tema, perché presenta tante implicazioni delicate, anche psicologiche delle quali terremo conto e ci faremo carico in ogni modo possibile“. “Ci sono dispositivi di reazione del nostro sistema di soccorsi pronti per l’operatività in ogni parte del Paese e a maggior ragione per la Capitale. Roma ha risentito del sisma di ieri in maniera molto acuta. Ovviamente gli interventi si sono concentrati nella zona umbro-marchigiana e in quella reatina. E in confronto a quelle regioni non si può parlare di emergenza a Roma“. Per la ricostruzione “metteremo a disposizione tutti i fondi necessari“, afferma il ministro. Per affrontare le emergenze terremoto, immigrati, terrorismo, abbiamo “un sistema di soccorso pubblico, di protezione civile, di prevenzione antiterrorismo che può essere considerato un modello per gli altri. Su questo sistema stiamo investendo molte risorse, motivando al meglio tutti gli operatori anche con incentivi alla carriera, incrementi economici e assumendo nuovo personale”, afferma il ministro dell’Interno. “Abbiamo sul campo – spiega – 1.313, dei quali 323 hanno raggiunto proprio in queste ore i luoghi colpiti, e 533 mezzi, di cui 81 inviati ieri. Sono in corso, in tutte le zone interessate, 3.428 verifiche di stabilità degli edifici. Abbiamo anche in ‘servizio’ le nostre unità cinofile, i droni, gli elicotteri”. E poi c’è il presidio del territorio: “Ieri mattina abbiamo mandato 120 unità tra Polizia e Carabinieri, oltre a quelle già presenti, e altri 200 militari si sono aggiunti ai 220 operativi nelle zone rosse sin dal 24 agosto scorso“.