Terremoto: ecco quali sono le zone a più alta pericolosità sismica d’Italia

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All’origine del terremoto magnitudo 6.5 avvenuto questa mattina nel Centro Italia vi sarebbe lo stesso sistema di faglie del 24 agosto. Ciò che è avvenuto non è “mai stato osservato finora con questo dettaglio“, ha spiegato il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Quello di Norcia e’ stato anche il Terremoto piu’ forte registrato in Italia dal 1980 a oggi, ossia dal Terremoto dell’Irpinia, ed e’ pari a quello avvenuto in Friuli nel 1976. “Ci ha sorpreso un po’ che questo Terremoto sia avvenuto in quella zona: e’ un fatto singolare che ricalchi la stessa faglia e che questa non si sia attivata tutta in una volta. Evidentemente non era ancora stata liberata tutta l’energia,” ha proseguito Amato. “Il sistema di faglie aveva accumulato abbastanza energia elastica nelle rocce e adesso la sta rilasciando“, ha spiegato Alberto Michelini, sismologo INGV. “Stiamo analizzando i dati delle reti sismiche e quelli raccolti dalle osservazioni sul campo, come lo scalino che si e’ formato ed e’ ben visibile sul Monte Vettore, e abbiamo visto che le strutture coinvolte in agosto e oggi si immergono entrambe verso Ovest e hanno una geometria simile, al punto che potrebbe trattarsi della stessa faglia o di due faglie molto vicine con un andamento comune,” dichiara Amato. Vi sarebbe inoltre una sovrapposizione anche con un lembo della faglia che si trova piu’ a Nord e che si e’ attivata il 26 ottobre.

Nel recente passato nella storia sismica dell’Italia e’ stato pesantemente coinvolto l’Appennino Centrale, che da quasi 40 anni sta dando luogo ai fenomeni maggiori registrati nel nostro Paese. I terremoti sono un’espressione del nostro territorio: sappiamo che tutta l’Italia e’ vulnerabile e a rischio, ma negli ultimi anni le zone a piu’ alta pericolosita’ sismica del nostro territorio sono l’Appenino Centrale insieme a quello Centro meridionale, Arco calabro e Sicilia orientale. Questo non significa affatto che il resto del territorio non sia a rischio: non ci si puo’ fidare dei terremoti,” ha dichiarato Antonio Piersanti, esperto INGV.