Terremoto: la faglia ha divorato 300 milioni dell’economia dei Monti Sibillini

MeteoWeb

Secondo un manager-scrittore, Renato Mattioni, segretario della Camera di commercio di Monza, originario di Visso ma residente in Lombardia, “trecento milioni di euro sono stati ‘mangiati’ dalla faglia del terremoto” nei Monti Sibillini, icona dell’economia fra Umbria e Marche, ”dove convivono piccole aziende, imprese storiche, negozi di prossimita’ e agriturismi”. Poche settimane prima del sisma Mattioni ha pubblicato il suo ultimo libro, ”Non di solo pane, le storie del ciauscolo”, dedicato al salame spalmabile tipico dell’area, poi ”la terra impazzita si e’ portata via l’ultima speranza, il ‘racconto’ di un territorio che si stava ripensando nella nicchia della qualita’ della vita, del lavoro possibile, del turismo sostenibile”. Secondo Mattioni ora urge “ricominciare subito dalle attivita’ economiche per riprendersi una speranza che oggi sembra un fantasma, come le case apparentemente incolumi ma solcate da rughe impietose” e ”ricostruire la vita intorno a quella filiera del ‘chilometro utile’, dalla produzione agricola ‘tracciata’ a un’economia del tempo libero di qualita’. E ai prodotti bandiera, ciauscolo, lenticchia, pecorino e mistra’, che stanno insieme ai borghi antichi, le chiese rupestri, i monti”. In zona le ”aziende negli ultimi 10 anni sono diminuite del 7%, ma con una media del -20% nei comuni a ridosso della montagna”, mentre l’agricoltura ”ha un peso del 35%, il doppio della media regionale”. L’obiettivo dunque deve essere frenare l’emigrazione dai Sibillini, “pari al 4,2% fra il 1971 e il 1981“.

Dopo la ”nottata delle notti dai terremoti infiniti” la priorita’ secondo Mattioni resta l’economia: ”Tutta la nostra piccola retorica del convivere col terremoto non ha piu’ senso”.