Terremoto L’Aquila, padre e figlio girano l’Italia per “spiegare cosa è successo davvero”

Medico chirurgo e consigliere di opposizione al Comune di L’Aquila, Vincenzo Vittorini con il figlio 21enne, all’epoca del Sisma del 2009 poco piu’ che tredicenne, quando e’ libero da impegni professionali fa il giro d’Italia incontrando studenti, e non, per illustrare con carte e filmati la vicenda processuale relativa alla Commissione Grandi Rischi (nella composizione del 2009) e al cosiddetto processo bis, scaturite dal Sisma che distrusse il capoluogo abruzzese. Nel primo caso, la sentenza definitiva del 19 novembre 2015 ha confermato l’assoluzione dei sei scienziati imputati e la condanna a due anni, pena sospesa, per l’ex vice capo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis. Nel secondo, il Tribunale di L’Aquila ha assolto l’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, il 30 settembre scorso. Nel Sisma (309 vittime) Vittorini perse moglie e figlia. Oggi dice all’Ansa: “Si confonde il prima con il dopo; il pre Sisma ed il dovere del post Sisma“. “Da medico dico che quando c’e’ un’allerta dell’Oms si danno dei consigli precisi, e’ nostro compito. I consigli della Commissione Grandi Rischi, riunita a L’Aquila cinque giorni prima del Sisma devastante, alterarono la nostra capacita’ di reazione al pericolo. Le vicende processuale non sono scaturite dalla contestazione di quanto fatto dopo una tragedia simile“. “Oggi mio figlio si batte per la giustizia – prosegue – tra volontariato ed in giro per l’Italia con me, quando e’ libero dallo studio universitario“. “Sto studiando – conclude – Non e’ detto che non ci sara’ un seguito in aula giudiziaria. Magari in ambito europeo“. Vittorini ha anche diffuso una lettera aperta: “Si chiedeva Verita’ e Giustizia – e’ un passo – ma in questo paese Verita’ e Giustizia non ci sono e non ci saranno mai. Questo da un lato e’ il Paese che chiede Verita’ e Giustizia ad altri Stati quando li’ vengono commessi Omicidi di Stato (‘ed e’ giusto’) e, dall’altro, e’ un Paese che non sa fare autocritica, non sa chiedere scusa“.