Terremoto, l’imprenditore: ecco tutti i costi della prevenzione

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La ristrutturazione con criteri antisismici di un appartamento, con cordoli e catene che impediscano ai muri di crollare, costa poco meno di mille euro al metro quadro, e per molti è troppo onerosa“. Così Eugenio Scialanga, ingegnere settantenne di Roma, che quindici anni fa ha deciso con un gruppo di amici di trasformare in un albergo diffuso alcune casette e stalle di Retrosi. Lui e gli altri soci della società ‘Conca amatriciana’ – spiega Alessandra Lemme per LaPresse – conoscevano bene la piccola frazione di Amatrice: le loro famiglie venivano da quel piccolo paesino di settanta case e tutti i soci della srl erano affezionati a quel posto tanto da decidere di provarne il rilancio turistico. “Questi piccoli paesi – spiega – quando non se ne promuove la ricettività turistica finiscono per essere luoghi abbandonati non appena finisce la stagione estiva e chi ha qui una seconda casa torna in città“. “Abbiamo ristrutturato vecchi appartamenti e stalle, dal punto di vista architettonico ma anche rafforzando e la struttura in chiave antisismica – racconta Scialanga – è costato soldi e fatica, ma abbiamo ottenuto anche dei fondi europei, attraverso la Regione e nel corso degli anni l’albergo diffuso ‘Villa Retrosi’ è arrivato a 14 unità abitative“. La notte del 24 agosto c’erano una trentina di ospiti nelle camere di Villa Retrosi. I danni, grazie al lavoro di ristrutturazione sono stati lievi, per i clienti tanta paura e nulla di più: nessuno è rimasto ferito e nei giorni successivi al sisma in tanti hanno contattato l’ingegner Scialanga e gli altri soci per ringraziare e mostrare loro affetto e solidarietà. Da allora però le camere sono rimaste chiuse, anche perché sono al centro della zona rossa di Retrosi, nella quale tanto edifici sono inagibili. I fondi europei che, negli anni, hanno coperto il 50 per cento delle spese di ristrutturazione sono stati usati a Villa Retrosi per fare quella ‘prevenzione antisismica’ grazie alla quale le case sono rimaste tutte in piedi. “Lo abbiamo fatto anche se in realtà i fondi erano per l’imprenditoria turistica“, dice Scialanga. Nessun obbligo per i possessori di casa, aiuti economici da parte dello Stato quasi inesistenti, e costi che vanno dai 900 ai 1200 euro a metro quadro: così si spiega la scarsa prevenzione antisismica su tanta parte del patrimonio immobiliare italiano.”La parte sismica normalmente è ignorata – aggiunge Scialanga – noi l’abbiamo dovuta fare nell’albergo per avere la licenza, ma nei nostri appartamenti ad uso privato l’abbiamo voluta e fatta a nostre spese, senza un euro di finanziamento pubblico“. “La verità è che i privati non hanno obblighi – conclude – e il più delle volte, molto semplicemente, la evitano“.