Terremoto nel Tirreno al largo di Messina: l’ipocentro è molto profondo, perché?

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Alle 14.22 di oggi, i sismografi dell’INGV hanno registrato un terremoto di magnitudo locale 2.1 nel mar Tirreno. Il sisma ha avuto un ipocentro profondo, ubicato dai sismologi a 115 km di profondità. Si tratta di un terremoto profondo. L’epicentro invece, cioè il punto situato sulla verticale dell’ipocentro (qui spieghiamo la differenza fra epicentro ed ipocentro), è ubicato circa 20 km a nord delle coste siciliane.

Come mai un ipocentro così profondo? Nella zona del Tirreno meridionale, al largo della Sicilia e della Calabria, i terremoti profondi sono abituali. Le profondità degli ipocentri possono essere anche molto maggiori di quella registrata oggi, arrivando fino a valori di 500 km. Questo tipo di terremoti non si verifica in altre aree d’Italia, dove invece sono solitamente molto più superficiali.

I terremoti profondi sono spiegati dalla tettonica. Essi si concentrano infatti lungo il cosiddetto Piano di Benioff, un piano inclinato lungo il quale avviene “lo scivolamento” di una placca tettonica al di sotto di un’altra. Usando la terminologia scientifica, è il luogo in cui avviene la subduzione della litosfera oceanica al di sotto di quella continentale. Ed è proprio quanto avviene sotto la Calabria, dove si ha lo sprofondamento della litosfera del Mar Ionio sotto l’arco calabro ed il Mar Tirreno meridionale.