Le macerie non fermeranno la vaccinazione anti-influenza e le visite mediche. “Non vogliamo lasciare solo nessuno“. E’ la promessa dei medici di famiglia delle Marche, che si stanno mobilitando in aiuto delle migliaia di persone costrette a lasciare le loro case a causa del terremoto. Numeri che si sono impennati dopo l’ultima fortissima scossa di ieri nel Centro Italia. “La situazione nei paesini marchigiani colpiti dal sisma è diventata ancora più grave“, sottolinea all’AdnKronos Salute Massimo Magi, segretario regionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Marche. “Ora il problema – avverte – si trasferisce lungo gli 80 chilometri di costa, da Porto Recanati a San Benedetto del Tronto, perché diversi Comuni terremotati sono stati interamente evacuati e, per quello che sappiamo, si stanno muovendo da 25 mila a 35 mila persone almeno. Anche se il presidente della Regione ha detto di temere un ulteriore incremento”. Per questo i medici di famiglia si stanno mobilitando.
“Ci stiamo attrezzando per l’assistenza primaria, per tutte le necessità del caso e anche per le vaccinazioni“. In particolare, fa sapere Magi, “il nostro impegno sarà per il debutto della campagna anti-influenza in partenza il 3 novembre. Vorremmo iniziarla anche con le persone sfollate. Hanno diritto a vaccinarsi. E’ un piccolo segnale, fa parte della tenuta del sistema“. E c’è già una lista di 30-40 camici bianchi di fiducia e medici della continuità assistenziale pronti a dare man forte ai colleghi di base nelle zone costiere, che si “vedono moltiplicare la popolazione di assistiti e avranno necessità di una collaborazione professionale“. “Siamo pronti ad andare a prestare attività, in alcuni casi, anche dentro i centri di ospitalità, dai campeggi alle strutture alberghiere“, assicura il numero uno della Fimmg marchigiana. La macchina si è già mossa.
“Ieri, ad esempio, a Porto Recanati è stato allestito un punto di continuità assistenziale – riferisce Magi – Due medici sono stati lì ininterrottamente fino a mezzanotte, per visitare e aiutare chi ne aveva bisogno. E l’assistenza continua. Anche a Camerino ci si è organizzati con un presidio di assistenza primaria nel Palazzetto dello sport, dove si contano 1.500-2.000 persone”. “I problemi da affrontare sono tanti: ci sono anziani che non si ricordano le loro medicine, casi di crisi ipertensive, mal di testa, depressione, insonnia. Tutta la costellazione della disperazione umana, una situazione davvero critica“, testimonia il dottore. La medicina generale “sta dimostrando la sua flessibilità – osserva – Noi siamo pronti ad adeguare le nostre azioni alle necessità in evoluzione. Sta infatti arrivando tutto un altro gruppo di persone da paesi completamente evacuati, da Castelsantangelo sul Nera a Visso, dove è tutto distrutto e la gente deve venire via ed essere ricollocata. Le procedure di evacuazione sono state accelerate e in qualche caso sono incrementate, con nuove aree dichiarate inagibili. E ci sono anche gli studi medici crollati o inagibili: a Visso, Arquata, ora anche a Camerino. Si registrano difficoltà fino a Tolentino. Alcuni medici fanno fatica a operare e sono in attesa di moduli abitativi o sistemazioni di fortuna“.


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