Tumore testa-collo: nivolumab ha stabilizzato gli outcome riferiti dai pazienti

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Nuovi dati sulla qualità di vita riferita dai pazienti, un endpoint esplorativo, sono emersi dallo studio di fase III CheckMate -141, che ha valutato nivolumab in pazienti con carcinoma a cellule squamose di testa e collo recidivo o metastatico dopo regime contenente platino, rispetto alla terapia scelta dagli sperimentatori (metotrexato, docetaxel o cetuximab). Le valutazioni degli outcome hanno mostrato come nivolumab abbia stabilizzato i sintomi descritti dei pazienti, le funzioni fisiche e il funzionamento di ruolo e sociale, determinati con tre strumenti separati. Indipendentemente dall’espressione di PD-L1, i pazienti trattati con la terapia scelta dagli sperimentatori hanno manifestato un peggioramento statisticamente significativo degli outcome riportati dal paziente dal basale alla 15ma settimana rispetto a nivolumab. Inoltre nivolumab ha più che raddoppiato il tempo al deterioramento della maggior parte dei parametri funzionali misurati e ha significativamente rallentato il tempo al peggioramento dei sintomi, tra cui fatigue, dispnea e insonnia, rispetto alla terapia scelta dagli sperimentatori.
Questi risultati sono stati presentati al Congresso ESMO (European Society for Medical Oncology) 2016 nel corso del Presidential Symposium il 9 ottobre (Abstract #LBA4) e contemporaneamente pubblicati sulla rivista The New England Journal of Medicine.
I pazienti che convivono con questa forma avanzata di tumore testa-collo spesso manifestano effetti fisiologici debilitanti e al contempo affrontano sfide emotive e sociali causate dalla malattia nonostante le attuali opzioni di trattamento“, ha affermato Kevin Harrington, Professore in Biological Cancer Therapies all’Institute of Cancer Research e Consultant Clinical Oncologist al Royal Marsden NHS Foundation Trust di Londra. “Questi outcome riferiti dai pazienti sono incoraggianti perché ci aiutano a comprendere il potenziale di nivolumab per migliorare importanti aspetti della qualità di vita in questa popolazione di pazienti“.
Il carcinoma a cellule squamose di testa e collo costituisce quasi il 90% di tutti i tumori del distretto testa-collo e può avere un forte impatto sulle funzioni fisiologiche dei pazienti (es. respirazione, deglutizione, alimentazione, idratazione), sulle caratteristiche personali (es. aspetto, modo di parlare, voce), sulle funzioni sensitive (es. gusto, odore, udito), così come sul funzionamento psicologico e sociale.
John O’ Donnell, vice president, head, Health Economics and Outcomes Research, Bristol-Myers Squibb, ha commentato: “In Bristol-Myers Squibb ci impegniamo a migliorare gli outcome in tumori avanzati e siamo orgogliosi di utilizzare le scienze immuno-oncologiche per studiare il modo in cui le persone convivono con il carcinoma squamoso di testa e collo. I dati sulla qualità di vita ottenuti dallo studio CheckMate -141 sono importanti perché forniscono ulteriori conoscenze su come nivolumab possa aiutare i pazienti in questa malattia difficile da trattare“.

Lo studio CheckMate -141
CheckMate -141 è uno studio randomizzato di fase III, in aperto, che ha valutato nivolumab rispetto alla terapia scelta dal medico in pazienti con carcinoma a cellule squamose di testa e collo (SCCHN) recidivo o metastatico con progressione del tumore entro 6 mesi dalla terapia contenente platino, in ambito adiuvante, primario, recidivo o metastatico.
I dati degli outcome riferiti dal paziente (PRO) sono stati raccolti utilizzando i seguenti questionari: European Organisation for Research and Treatment of Cancer Quality of Life Questionnaire (EORTC QLQ-C30), EORTC Head and Neck Cancer-Specific Module (EORTC QLQ-H&N35) e l’EQ-5D a tre livelli (EQ-5D). I questionari sono stati somministrati al momento basale (ciclo 1, giorno 1), alla nona settimana e successivamente a intervalli di 6 settimane finché i pazienti erano in trattamento. La rilevanza clinica è stata valutata utilizzando una differenza minimamente importante (MID) prefissata ? 10 punti per le sottoscale EORTC.
Entrambi i questionari EORTC QLQ-C30 e EORTC QLQ-H&N35 hanno indicato l’esistenza di differenze significative negli outcome riferiti dai pazienti tra il braccio trattato con nivolumab e quello in cui è stata utilizzata la terapia scelta dagli sperimentatori, dopo 15 settimane. Nell’EORTC QLQ-C30, mentre i pazienti trattati con nivolumab hanno riferito outcome stabili rispetto al basale, quelli trattati con la terapia di scelta mostravano un peggioramento clinico significativo del funzionamento fisico, di ruolo e sociale (p < 0,001 vs nivolumab), di fatigue (p < 0,001 vs nivolumab), dispnea (p < 0,001 vs nivolumab) e perdita di appetito (p = 0,004 vs nivolumab). Nivolumab ha più che raddoppiato il tempo mediano al deterioramento dello stato di salute globale (7,7 vs 3.0 mesi), del funzionamento fisico (7,8 vs 3.6 mesi), di ruolo (8,6 vs 3.8 mesi), cognitivo (7,8 vs 3.3 mesi) e sociale (7,7 vs 3.0 mesi), rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore. Nel funzionamento emotivo, nivolumab ha mostrato un tempo mediano al deterioramento di 6,7 mesi vs 4,7 mesi con la terapia di scelta. Nivolumab ha anche ridotto il tasso di deterioramento clinicamente significativo di fatigue, insonnia e dispnea del 50% (p = 0,008).
Le risposte al questionario QLQ-H&N35 hanno mostrato che mentre i pazienti trattati con nivolumab riferivano outcome stabili rispetto al basale, quelli trattati con la terapia di scelta avevano un peggioramento significativo in termini di dolore (p = 0,022 vs nivolumab), così come un peggioramento significativo e clinicamente importante in termini di problemi sensoriali (p < 0,001 vs nivolumab) e di contatto sociale (p = 0,001 vs nivolumab). Rispetto alla terapia di scelta degli sperimentatori, nivolumab ha ridotto il tasso di deterioramento clinico sul dolore del 74% (p < 0,001 vs terapia scelta dallo sperimentatore), sui problemi sensoriali del 62% (p = 0,002 vs terapia scelta dallo sperimentatore) e sui problemi di apertura della bocca del 51% (p = 0,029 vs terapia scelta dallo sperimentatore).
I pazienti trattati con nivolumab hanno mostrato stabilizzazione dello stato di salute, misurato con EQ-5D VAS, mentre quelli trattati con terapia di scelta avevano un peggioramento dello stato di salute, con una differenza statisticamente significativa a 15 settimane (p = 0,037). Il tempo mediano al deterioramento dello stato di salute era quasi triplicato, con 9,1 mesi nei pazienti trattati con nivolumab vs 3,3 mesi in quelli che ricevevano la terapia scelta dagli sperimentatori.

Tumori del distretto testa e collo
I tumori del distretto testa e collo normalmente hanno inizio nelle cellule squamose che ricoprono le superfici mucose umide all’interno di testa e collo, come la bocca, il naso e la gola. Rappresentano il settimo tipo di cancro più comune al mondo, con una stima di circa 600.000 nuovi casi e 223-300.000 decessi ogni anno. Si stima che l’incidenza globale del carcinoma a cellule squamose di testa e collo (SCCHN) aumenterà del 17% tra il 2012 e 2022. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni è inferiore al 4% per la malattia in stadio IV metastatica. I fattori di rischio per il SCCHN sono il tabacco e il consumo di alcol; anche l’infezione da Papilloma virus (HPV) è riconosciuta come fattore di rischio che ha portato a un rapido incremento di SCCHN orofaringeo in Europa e Nord America.

Bristol-Myers Squibb: avanguardia nella ricerca in immuno-oncologia e nell’innovazione
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