Tumori: Bra Day all’Ieo di Milano, verso protesi riassorbibili senza silicone

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La consapevolezza migliora la cura. Con questo motto l’Istituto europeo di oncologia di Milano aderisce quest’anno al Bra day del 19 ottobre, la giornata internazionale sulla ricostruzione del seno dopo un tumore, che si celebra in oltre 10 Paesi tra Europa, Usa, Canada e Australia. Durante l’incontro in Ieo si parlerà anche di familiarità e rischio genetico, di maternità e tumore, delle novità negli esami radiologici, oltre che di evoluzione della chirurgia senologica, di microchirurgia nel linfedema, di radioterapia e ricostruzione mammaria. Fra le novità all’orizzonte su questo fronte, l’Irccs fondato da Umberto Veronesi sta studiando “nuove protesi mammarie con una struttura innovativa – spiega Mario Rietjens, direttore di Chirurgia plastica ricostruttiva – che può essere rivascolarizzata ed è riassorbibile nel tempo, mantenendo intatta la forma. In futuro questa soluzione potrebbe anche sostituire il silicone.

La ricostruzione del seno dopo l’asportazione di un tumore significa recuperare la propria identità femminile ed è quindi parte integrante del trattamento oncologico, sottolineano gli esperti. Eppure, i dati più recenti rivelano che ancora poche donne (il 23%) conoscono le possibilità offerte dai diversi trattamenti oggi disponibili per la ricostruzione mammaria, e ancora meno (il 19%) sanno che la tempestività della cura e della loro decisione di sottoporsi alla ricostruzione ha un grande impatto sulle opzioni disponibili e sui relativi risultati.

“Oggi in Ieo esistono protesi praticamente per ogni forma di mammella – precisa Rietjens – Le donne devono sapere che l’utilizzo di nuovi materiali, come le membrane di collagene, permettono un’ottima ricostruzione con protesi anche nelle pazienti che si sono già sottoposte a radioterapia. Dunque nessuna paziente deve accontentarsi di un risultato estetico che metta in crisi la sua identità. Tutte possono sentirsi belle dopo tumore del seno“. Anche chi deve affrontare l’intervento più esteso di mastectomia, o chi come l’attrice Angelina Jolie sceglie di effettuarla per motivi di prevenzione perché ad alto rischio genetico, non deve più avere paura: “Il vecchio concetto della mastectomia come intervento demolitivo – dice Viviana Galimberti, direttore di Senologia molecolare – va sostituito con quello più moderno di un’operazione ricostruttiva più conservativa, che salvaguardi il complesso di areola e capezzolo, e garantisca sicurezza oncologica e un’ottima qualità di vita anche alle donne più giovani e a maggior rischio“.