Era il 16 novembre di dieci anni fa quando sul cratere di sud-est dell’Etna si verificava uno degli eventi più spettacolari di quel periodo eruttivo. Dopo una giornata di violente esplosioni stromboliane, inizialmente deboli ma in continuo aumento, accompagnate da emissione di cenere, verso l’ora di pranzo si verificava uno degli episodi più violenti e – per chi lo ha vissuto da vicino – davvero paurosi. Sul fianco sud-orientale del vecchio Cratere di Sud-Est dell’Etna, a partire da una grossa colata di lava si originarono infatti dei piccoli flussi piroclastici, paragonabili (anche su scala molto più ridotta) a quelli tipici delle eruzioni esplosive. Si trattava di pericolosi flussi velocissimi, che per fortuna non causarono problema per quanti quel giorno si trovavano sull’Etna ad osservare l’eruzione.
In occasione dei dieci anni da quel formidabile evento, il vulcanologo Boris Behncke ha pubblicato su Facebook alcune bellissime foto nelle quali si può vedere l’eruzione ed il conseguente flusso piroclastico. Una delle foto è di Marco Neri. I flussi si formarono dopo poche centinaia di metri. I flussi piroclastici sono uno dei fenomeni legati alle eruzioni vulcaniche più pericolosi: quando sono generati da vulcani esplosivi (come il Vesuvio), costituiscono una minaccia gravissima per le popolazioni che vivono nei dintorni del vulcano.





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